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Arte e rilancio

Lorenzo Quinn “mette le mani” sul lago d’Iseo VIDEO

Il Sebino è stato scelto come location per una nuova installazione dopo The Floating Piers di Christo.

Cronaca Sebino e Franciacorta, 04 Gennaio 2021 ore 18:09

L’artista figlio dell’attore Anthony Quinn ha pubblicato un video rendering del progetto che ha in mente di realizzare sul Sebino, più precisamente a Sulzano. Le sue celebri mani si innalzeranno dalle acque del lago sorreggendo un globo con rigogliosi continenti.

Immediatamente l’annuncio sui social ha destato grande interesse e si sono registrate interazioni in tutto il mondo. Tra i commenti al post anche un fan che vive in Australia e che spera di poter venire il di persona sul lago d’Iseo per ammirare l’opera, a pandemia finita.

Lorenzo Quinn “mette le mani” sul lago d’Iseo

Una data certa ancora non c’è. L’obiettivo è il 2022. Ma l’impegno da parte del noto artista e dell’Amministrazione comunale di Sulzano c’è eccome. E nell’era post Covid l’installazione di Quinn potrebbe diventare il simbolo del rilancio e della rinascita. Rilancio della cultura, dell’arte e della bellezza in sé, dell’economia e del turismo sebino.

Dopo il The Floating Piers di Christo del 2016, la passerella galleggiante giallo dalia che ci ha permesso (a noi e a un milione e 200mila persone) di camminare sulle acque, per il lago d’Iseo è in arrivo un nuovo “miracolo” di land art, grazie alle mani di Lorenzo Quinn.

“Alla fine del 2017 abbiamo parlato con Lorenzo Quinn e, nel febbraio 2018, ci ha portato la sua idea progettuale da realizzare nell’area lacustre di fronte alle Palafitte – ha spiegato il sindaco di Sulzano, Paola Pezzotti – Sull’immobile era poi stato aperto un bando e il progetto dell’installazione era rimasto fermo. Con il 2021 vogliamo riprenderlo in mano, lavorarci insieme al territorio, perché abbiamo bisogno più che mai di bellezza, di positività, di rilancio per uscire dalla crisi causata dalla pandemia”.

La decisione di Quinn di puntare sul Sebino vuole anzitutto essere un segno di speranza e di rinnovato slancio per il futuro. E il suo, come sottolineato dalla Pezzotti, sarà un “monumento alla rinascita”. Ma non solo, perché anche nell’opera che prenderà vita a Sulzano c’è un potente messaggio legato all’ambiente, alla sostenibilità e alla fugacità della vita. Nell’opera che prenderà vita sul Sebino le mastodontiche mani di Quinn sorreggeranno il mondo, un mondo in continua trasformazione e da difendere con ogni mezzo.

“I dettagli del progetto vanno ancora affinati – ha concluso il sindaco di Sulzano – Lo studio dei materiali è già stato fatto e ci sono l’entusiasmo dell’artista e il nostro. Sono convinta sia un dovere delle Amministrazioni lavorare su queste opere per uscire da questo momento buio e di crisi. Inoltre, conoscendo le criticità del nostro territorio, potremo organizzarci al meglio per evitare le difficoltà riscontrate nel 2016. Quest’anno sarà dedicato al lavoro per la realizzazione del progetto, che puntiamo diventi realtà nel 2022. Sarà sicuramente un lavoro di squadra, corale e di territorio: l’obiettivo è il coinvolgimento dell’intero comprensorio in un’ottica di rilancio”.

Ma chi è Lorenzo Quinn?

Classe 1966, Lorenzo Quinn è sicuramente uno degli scultori italiani più noti a livello internazionale, anche e soprattutto grazie alle sue (spesso) mastodontiche installazione di land art. Figlio della pluripremiata star di Hollywood Anthony Quinn e della sua seconda moglie, la costumista veneziana Iolanda Addolori, ha vissuto la sua infanzia a cavallo tra Italia e Usa.

lorenzo quinn

Dopo una breve parentesi da attore, ha virato sull’arte, in particolare sulla scultura, lasciandosi ispirare dai grandi maestri come Michelangelo, Bernini e Rodin. Le sue opere-installazioni hanno iniziato ben presto a fare il giro del mondo, all’interno di collezioni private, musei e non solo.

Ben prima di “Support”, realizzata a Venezia nel 2017, lo scultore ha esposto i suoi lavori più celebri a Doha (in Qatar), ma anche alle Nazioni Unite, all’Hermitage di San Pietroburgo così come a Singapore, in India, in Canada e in gran parte delle Capitali europee.

Le giant hands di Quinn hanno sorretto l’hotel Ca’ Sagredo da maggio a novembre 2017. Due mani di otto e nove metri, l’opera interpreta la riflessione ambientalista dell’artista circa la fragilità di Venzia, luogo unico al mondo, che proprio grazie ai cambiamenti climatici potrebbe essere danneggiata in modo irreparabile. Le mani da sempre sono veicolo di intenti ed emozioni e ancora una volta saranno protagoniste con “You are the world”, che prenderà vita sul lago d’Iseo.

Quinn, in un’intervista a Forbes del maggio 2019, aveva spiegato come nascono le sue opere e l’importanza del messaggio che queste trasmettono.

“Prima individuo un tema, che può essere personale oppure di interesse generale, e cosa voglio trasmettere perché per me è importante che l’arte sia un dialogo con lo spettatore, poi scelgo il titolo e alcuni aggettivi in grado di descrivere l’idea e solo dopo realizzo il primo bozzetto – aveva dichiarato – Credo nella quarta dimensione dell’arte: il messaggio. L’arte è un linguaggio universale e per questo ho preso l’impegno di realizzare opere in grado di essere capite da chiunque. Non voglio assolutamente dire che basta realizzare un’opera per migliorare temi di importanza generale ma credo che l’arte possa servire a migliorare la condizione del mondo”.

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