Pontoglio

Il sindaco nega la cittadinanza italiana

Per il primo cittadino Alessandro Pozzi: "Non possedeva il livello minimo di conoscenza della lingua"

Il sindaco nega la cittadinanza italiana
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E’ stato lo stesso primo cittadino Alessandro Pozzi di Pontoglio a comunicare e motivare la sua decisione alla comunità. Negli scorsi giorni, infatti, ha deciso di non conferire la cittadinanza italiana ad una donna che non parla la lingua. Era già accaduto anche un anno fa.

Il sindaco nega la cittadinanza italiana

"Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato".

E’ sempre questa la frase del giuramento, alla base dell’ottenimento della cittadinanza italiana, ma che, ancora una volta, il sindaco di Pontoglio, Alessandro Pozzi non ha potuto udire. Di conseguenza ha negato la richiesta di una donna marocchina residente in Italia da 21 anni.

Lo stesso era successo a ottobre dello scorso anno quando il primo cittadino si era ritrovato nella medesima situazione. Proprio come allora, a comunicarlo apertamente alla sua cittadinanza è stato proprio lui attraverso una lettera condivisa sui social.

Carissime e carissimi concittadini. Così recita il giuramento che si deve prestare per diventare cittadini italiani, ma purtroppo, per la seconda volta durante il mio mandato, non ho potuto udirlo. Mi rivolgo a voi per rendervi partecipi di una decisione importante riguardo al conferimento della cittadinanza italiana. Ho negato recentemente la richiesta di cittadinanza da parte di una signora di origini marocchine e voglio condividere le motivazioni di questa decisione. Questa signora, residente in Italia dal 2003 (21 anni), ha purtroppo dimostrato, non solo di non possedere il livello minimo di conoscenza della lingua italiana, ma, ancor più preoccupante, durante la cerimonia ha mostrato difficoltà nel capire la richiesta di pronunciare il giuramento richiesto dalla normativa. Come vostro rappresentante, e ancor prima come pubblico ufficiale, è mio dovere udire il giuramento dell'intervenuto, ma dopo tre richieste, non è stato pronunciato. Negare la cittadinanza è stata una conseguenza inevitabile.

Anche in questa occasione, pur sempre delicata, il sindaco ha preferito spiegare per filo e per segno la sua decisione:

«La sua incapacità di comprendere e parlare la lingua italiana, nemmeno di “base”, rispondendo ad un semplice "come ti chiami?", dopo oltre 20 anni sul territorio, solleva non solo legittime preoccupazioni pratiche, ma anche interrogativi più ampi sulle barriere che potrebbero esistere nel processo di integrazione, sia a livello familiare che sociale - ha specificato - È preoccupante pensare che una donna possa trascorrere così tanto tempo in Italia senza acquisire una conoscenza minima della lingua del paese ospitante, ciò solleva dubbi sulla reale inclusione nel corso di questi anni. La conoscenza della lingua è un elemento chiave per favorire il senso di appartenenza alla nostra nazione. In tal senso, il Comune di Pontoglio si è adoperato organizzando dal 2021 corsi di italiano per stranieri, perché crediamo fermamente nell'importanza dell'integrazione e della conoscenza della lingua per entrare a far parte di una comunità».

I corsi sul territorio e l'opinione pubblica

Pozzi, poi, ha rimarcato anche la presenza dei corsi di lingua sul territorio comunale e collegato integrazione e comprensione della lingua:

Credo fermamente che sia giusto che arrivi un chiaro messaggio a chi vuole diventare cittadino italiano, è un compito arduo, e che, oltre alla lingua, è necessario volersi veramente integrare. Questa signora ha iniziato il percorso per la richiesta di cittadinanza più di 15 anni fa, (il decreto scade il 16 maggio 2024) ma pare evidente che non abbia mai voluto integrarsi e partecipare ai corsi di italiano offerti. Ho verificato personalmente la sua partecipazione agli ultimi corsi di alfabetizzazione, persino a quelli del Cpia di Chiari nel 2022/23, in orari e in giorni diversi da quelli proposti al nostro comune, ma purtroppo il suo nome non figura tra gli iscritti. A mio avviso, iscriversi a uno dei molteplici corsi proposti sarebbe stato il "primo passo" necessario, in virtù della richiesta di ottenimento della cittadinanza.

In molti, anche in questo caso, si sono detti d’accordo con il sindaco che già in passato aveva preso decisioni forse «scomode», ma senza nascondersi dall’opinione pubblica che, come sempre, si divide sulla parte in cui stare.

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