Cronaca
Orzinuovi

Dopo le ustioni: "Serve che la fisioterapia torni a Orzinuovi"

La 27enne, ustionata grave, deve fare avanti e indietro da Chiari più volte la settimana

Dopo le ustioni: "Serve che la fisioterapia torni a Orzinuovi"
Cronaca Bassa, 02 Luglio 2022 ore 11:34

«Ho un desiderio: vorrei che a Orzinuovi venga riattivato il servizio di Fisioterapia».

"La fisioterapia deve tornare a Orzinuovi"

Una richiesta che viene da una cittadina orceana di origini indiane, Komal Kumari, 27 anni, figlia di Pardeep Kumar che, a causa di un brutto incidente domestico dai contorni ancora oscuri, ha il bisogno che si può definire primario, di recarsi più volte la settimana a Chiari per ricevere dei servizi di fisioterapia.
Un incidente che le ha cambiato la vita quello accaduto alla fine del 2020: mentre stava pulendo la cucina della casa dove avrebbe dovuto abitare con il suo ormai ex marito, ha preso fuoco. Forse l’alcol utilizzato per le pulizie, forse la felpa sintetica che indossava: sta di fatto che in pochi secondi le fiamme le hanno avvolto il torace ed ha riportato gravissime ustioni dal mento alla pancia, braccia e mani comprese. Bruciature che l’hanno sfigurata e l’hanno fortemente debilitata, difficile ancora adesso utilizzare le mani.
«Ancora oggi non riesco a ricordarmi con precisione quanto accaduto - ha spiegato la ragazza - Stavo pulendo la casa con dell’alcol e indossavo una felpa di pile. Ho chiesto al mio ex marito di passarmi l’accendino per accendere un lumino e l’unica cosa che mi ricordo è che il momento dopo stavo andando a fuoco. Poi il nulla. Non ricordo nemmeno il dolore che ho provato. Sono stata ricoverata all’ospedale per quattro mesi, il primo in coma farmacologico e poi sotto pesantissimi farmaci. Le ustioni riportate, di secondo e terzo grado, mi hanno bruciato la pelle e lasciato cicatrici ovunque: oggi, nonostante siano passati quasi due anni, non riesco ancora a muovere correttamente braccia e mani e per questo ho bisogno di sottopormi a delle sedute di fisioterapia».
Komal lavora da casa e fa la mediatrice culturale ma non si può muovere autonomamente.
«Ho affrontato una situazione familiare sicuramente difficile e fortunatamente ho avuto i miei genitori e mio fratello che mi hanno aiutato, compresa una vicina di casa che ringrazio - ha proseguito - Sono i miei che mi portano costantemente in tutti i centri in cui ho avuto bisogno di andare. Adesso le ustioni, nonostante si siano trasformate in cicatrici, prudono e mi danno fastidio, sicuramente dovrò sottopormi ad altri interventi ma nel frattempo devo riacquistare l’uso degli arti. Per questo sto facendo fisioterapia e vado più volte a settimana a Chiari. Avanti e indietro e non è sempre semplice, specialmente perché prima del Covid so che il servizio in città c’era e tuttora è presente ma inutilizzato. Ho chiesto ad alcune delle persone che mi seguono nella terapia di ripristinare il servizio in loco e mi hanno detto che effettivamente è tutto pronto ma mancherebbe l’autorizzazione a tornare. Io la aspetto, è un peccato non avere la fisioterapia in città. Non solo per me, ma per tutti quelli che ne hanno bisogno».
Il sindaco Gianpietro Maffoni, interpellato, ha detto che non mancherà di informarsi tempestivamente.

 

L'intervista completa su Manerbio Week, in edicola

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