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Legambiente contraria alla realizzazione del maxi parcheggio, scrive alla sindaca

Ad essere evidenziati i costi troppo alti e i non trascurabili rischi.

Legambiente contraria alla realizzazione del maxi parcheggio, scrive alla sindaca
Attualità Sebino e Franciacorta, 30 Dicembre 2021 ore 12:12

LegambienteBasso Sebino circolo "Luciano Pajola" scrive alla sindaca di Sulzano Paola Pezzotti evidenziando i costi troppo alti e i rischi legati alla realizzazione del maxi parcheggio interrato a servizio lago.

La premessa

La realizzazione in un’area centrale del Comune di Sulzano di una parcheggio al servizio degli automobilisti diretti a Monteisola, sin dall’inizio, ci ha visti contrari per diversi motivi: 1) Sulzano già dispone di circa 500 posti auto (pubblici e privati); 2) Il turismo sul più piccolo e inquinato dei laghi del nord Italia, stretto tra le colline, deve cambiare rotta incentivando il turismo dolce; 3) Il lago può già essere raggiunto con i mezzi di trasporto pubblico (sottoutilizzato), come il treno della Brescia Edolo, da servizi pullman, lacuali della Navigazione del Lago e dalle biciclette. Va ridotto l'uso dell'automobile spalmando sul lago (Iseo, Sarnico, Tavernola e Sulzano) gli accessi da sud a Monteisola. É famosa ed ha fatto scuola la massima dell'architetto Renzo Piano: ”Più parcheggi costruisci, più auto arrivano".

Analizzando il progetto, sono state evidenziate alcune perplessità per la realizzabilità del parcheggio sotterraneo

Per costruire il parcheggio interrato il Comune ha ottenuto da Regione Lombardia un generoso contributo di 2,5 milioni di euro, per un costo (destinato a crescere per l'aumento dei prezzi delle materie prime) di 2,7 milioni di euro (200 mila euro sono a carico del Comune). Il progetto prevede 88 posti auto su due piani, che senza i posti persi in superficie, si ridurrebbero a 59. Quasi 45.700 euro a posto auto (tre volte il costo di un garage coperto). Tre importanti vincoli pendono sulla realizzazione dell’opera: il primo è l’esigua distanza della ferrovia, il secondo la presenza di un pozzo a servizio del pubblico acquedotto intercomunale (Sulzano e a breve Monte Isola) ad un paio di metri di distanza dalla piazza scelta come area dove costruire il nuovo parcheggio, il terzo sono i tempi dei lavori stimati in 18 mesi, quasi due anni (salvo sorprese) costituendo pesanti disagi per i cittadini residenti confinanti e per i fruitori dei servizi postali,ferroviari,ambulatoriali e sociali. La legge prevede una distanza minima dalla ferrovia di 30 m, derogabili a 10 se in centro abitato e, in via eccezionale, ulteriormente sino a 6. Peccato che il progetto preveda una distanza non consentita di soli 4,5 m. Per ottenere la deroga però bisogna garantire due condizioni: la sicurezza pubblica, intesa come il mantenimento dell’accessibilità da parte dei mezzi di soccorso e la conservazione della ferrovia. Questa infatti deve essere mantenuta indipendente dall'opera da costruire, sia dal punto di vista strutturale che funzionale. La tutela delle fonti idriche stabilisce l’individuazione da parte delle regione di aree di salvaguardia distinte in aree di tutela
assoluta (almeno 10 m di raggio dal punto di captazione) e di rispetto (con un’estensione di 200 m di raggio dal punto di captazione), in quest’area è fatto tra l’altro divieto di dispersione nel sottosuolo di acque meteoriche provenienti da piazzali e strade. Inoltre i volumi interrati delle nuove edificazioni devono mantenere una distanza minima di 5 m dalla falda freatica oggetto di captazione, in modo da non interferire con essa. Secondo il geologo consultato da Legambiente c'è il rischio che i lavori intercettino la falda che alimenta il pozzo, circostanza che impedirebbe la realizzazione dell’opera. Inoltre Il terreno nell’intorno del pozzo ha un’alta trasmissività ai fluidi, di conseguenza le operazioni di scavo e costruzione dovrebbero avvenire in assenza di dispersione di fluidi nel terreno, pena la contaminazione della falda. Per tutti questi motivi si chiede una nuova e più ponderata riflessione critica sul progetto. Il non utilizzo delle risorse regionali accrediterebbe Sulzano come prima della lista di successivi finanziamenti regionali. Al Comune andrebbe il merito di essersi
ricreduto di fronte ad un progetto dai troppi punti critici (viabilistici) e ambientali (contaminazione del pozzo) e di durata dei lavori.

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