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Circolo dei Lavoratori: in un libro i 103 anni

Si intitola come l’anniversario di fondazione del sodalizio il racconto scritto da Beppe Zani

Circolo dei Lavoratori: in un libro i 103 anni
Cultura Sebino e Franciacorta, 21 Dicembre 2022 ore 08:04

Il Circolo dei Lavoratori di Iseo compie 103 anni ricordando la sua storia, la recente esperienza dell’autogestione, ma anche decenni di vicende iseane, che si intrecciano al contesto nazionale e internazionale. Lo ha fatto presentando "100treee!!!, la Cà del diàol in autogestione", il libro realizzato da Beppe Zani con il supporto grafico di Gerry Piccoli.

Circolo dei Lavoratori: in un libro i 103 anni

"L'idea di realizzare un libro è nata dal desiderio di lasciare un ricordo di quella che è un'esperienza unica e molto importante, cioè quella dell'autogestione in atto dal 2015 al Circolo: tutte le persone che operano al Circolo non percepiscono nemmeno un centesimo e anche gli artisti si esibiscono gratuitamente - ha spiegato il presidente del Circolo dei Lavoratori, Claudio Bosio - Volevamo lasciare qualcosa di scritto per i posteri".

Costituito nel 1919 come dopolavoro ferroviario, spazio di svago ma anche di fermento politico, sopravvisse alla devastazione degli squadristi fascisti nel 1922.

"La Cà del Diaol nasce durante il periodo del fascismo, quando dopo la devastazione del Circolo da parte di una banda di camicie nere provenienti dalla Vallecamonica, ma con diramazioni iseane, venne rifondato con il nome di Circulì - ha proseguito - Però per i benpensanti era diventato un po' il covo dei comunisti, dei socialisti, degli anarchici. Da qui il nome Cà del Diàol, che ci è rimasto cucito addosso. All'interno del circolo oggi le presenze di culture cattoliche sono prevalenti, ma è un nome che ci piace".

Il lockdown ha messo a dura prova anche il Circolo dei Lavoratori, che è ripartito grazie a oltre 40 volontari e volontarie e alla solidarietà ricevuta. L’obiettivo ora è diventare non solo un punto di riferimento per Iseo, ma per tutta la provincia.

"Perché il Circolo vada avanti è necessario un ricambio generazionale, che stiamo cercando di favorire - ha concluso Bosio - La volontà comune è che il Circolo continui a vivere. Per noi è un impegno vero, ci crediamo. E' un luogo di accoglienza, di solidarietà. per noi questo è un piccolo spazio di quello che intendiamo un mondo migliore. Vogliamo che continui a esistere un posto in cui si può fare cultura, si può fare musica, ci si può divertire e in cui può avere asilo chi in altri posti avrebbe difficoltà a essere accettato".

Un racconto sul Circolo e di vita iseana

Quanto al libro, la presentazione a cura dell’autore in Castello Oldofredi è stata intervallata da letture e musica a cura dei volontari del Circolo, cui ha fatto seguito un brindisi in vicolo della Pergola.

"Non si tratta di un libro di storia, ma di un racconto - ha commentato l'autore - Come tutti i racconti procede per digressioni e deviazioni, tornando poi a riallacciare il filo del discorso interrotto. Al suo interno, ad alleggerirlo, ci sono tante fotografie, che sono un racconto nel racconto. Il tono è leggero: niente drammi, niente chiamate alle armi. Ci sono storielle come quella della rondine "kamikaze" che si divertiva a punzecchiare chi passava sotto il suo nido in piazza Garibaldi, oppure la storia della pantera vista ai margini delle Torbiere nel 2015. O ancora la storia della bambina abbandonata all'ospedale di Iseo che aveva toccato il cuore di tanti genitori in tutta la Lombardia".

Filo conduttore è la storia del Circolo, ma viene messo in luce ciò che è stato materia di discussione degli ultimi 60 anni, compresa la realizzazione delle grandi opere pubbliche iseane, da Sassabanek alla Sp510.

"Il libro ripesca tutte queste storie leggere che erano materia di chiacchiera al Circolo - ha concluso Zani - Le grandi opere restano sullo sfondo e vengono menzionati tutti i nomi dei podestà e dei sindaci che si sono succeduti per completezza di informazione. Mi è piaciuto divagare raccogliendo le storie più simpatiche. Al Circolo si andava per bere un bicchiere e parlare in allegria senza drammi, ma allora come oggi dentro il Circolo c'è un gruppo militante che dibatte di questioni fondamentali per il paese e la nazione".

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