Cronaca
Orzinuovi

Vendite porta a porta: a Orzinuovi no, scatta l'ordinanza

Per contrastare il virus ulteriori divieti

Vendite porta a porta: a Orzinuovi no, scatta l'ordinanza
Cronaca Bassa, 17 Marzo 2021 ore 12:45

Vendite porta a porta: arriva l’ordinanza comunale che le vieta.
Tecnici Enel, contratti per la luce e il gas, tutti quei lavori anche promozionali che richiedono di recarsi porta a porta sul territorio comunale di Orzinuovi sono stati vietati da martedì pomeriggio.

Vietata la vendita porta a porta

L’ordinanza emanata porta la firma del sindaco Gianpietro Maffoni, che ci ha lavorato insieme alla Giunta.
I contagi in queste settimane sono aumentati considerevolmente tanto da arrivare a istituire una nuova zona rossa, un anno dopo la pandemia.
A Orzinuovi certo la situazione non si può dire serena anche perché secondo gli ultimi dati divulgati proprio dal primo cittadino i positivi superano il centinaio, parecchi in isolamento fiduciario, qualcuno ha addirittura perso la vita e alcuni si trovano in ospedale.
Negli ultimi giorni, nonostante la zona rossa imposta nuovamente dal Governo, in città sono state registrate numerose segnalazioni di venditori porta a porta e per questo è stato necessario prendere subito dei provvedimenti.
«Considerata l'evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e l'incremento dei casi all’interno del territorio di Orzinuovi con la conseguente difficoltà delle strutture sanitarie e dato che in questo periodo sul territorio comunale si è rilevata la presenza di numerosi venditori cosiddetti “porta a porta”, a Orzinuovi è vietata l’attività di vendita diretta a domicilio, definita come la forma speciale di vendita al dettaglio e di offerta di beni e servizi effettuate tramite la raccolta di ordinativi di acquisto presso il domicilio del consumatore finale o nei locali nei quali il consumatore si trova, anche temporaneamente, per motivi personali, di lavoro, di studio, di intrattenimento o di svago», si legge nell’ordinanza.
Per chi dovesse trasgredire l’imposizione si beccherà una sanzione dai 400 ai mille euro di multa.

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