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Troppi animali nell'allevamento: il Tar respinge il ricorso dei titolari

I fatti risalgono al 2019

Troppi animali nell'allevamento: il Tar respinge il ricorso dei titolari
Cronaca Bassa, 10 Dicembre 2022 ore 16:29

Troppi animali nell'allevamento, il Tar respinge il ricorso dei titolari.

Troppi animali nell'allevamento, oltre il limite consentito

Nell’allevamento c’erano troppi animali. Ben oltre il limite consentito dalla normativa igienico sanitaria, tanto che l’Amministrazione di Roccafranca aveva ordinato alla realtà attiva in via Brescia di ridurre i capi (vacche da latte, per la precisione) a un numero adeguato relativamente alla distanza fra le stalle e le abitazioni private. Un provvedimento impugnato dai titolari dell’azienda agricola che, però, hanno ricevuto picche anche dal Tar.

I fatti risalgono al 2019

I fatti risalgono al 3 dicembre del 2019 quando il Comune, a seguito di un sopralluogo, aveva ordinato agli allevatori di ridurre il numero delle vacche presenti nello stabilimento in quanto, vista la fascia di rispetto fra questo e le case, l’esubero avrebbe potuto creare dei problemi a livello igienico. All’azienda agricola era stato lasciato tempo fino il 31 gennaio 2020 per «trovare la soluzione più idonea rispetto all’economia aziendale».

Oltre 300 capi

Al 21 settembre 2020 la situazione non era cambiata: da un accertamento era emersa la presenza di oltre 300 capi così che l’Amministrazione aveva rinnovato l’ordine di ridurre il numero di animali entro 90 giorni con una nuova ingiunzione data 30 settembre, impugnata dai titolari dell’azienda agricola di fronte al Tar.

Ricorso respinto

I giudici del Tribunale Amministrativo, tuttavia, hanno respinto il ricorso degli allevatori, dichiarandolo inammissibile «per la mancata tempestiva contestazione dell’atto presupposto, cui risale l’effetto lesivo dedotto dal ricorrente», si legge nella sentenza di novembre. L’azienda, infatti, aveva impugnato il secondo provvedimento dell’Amministrazione, ma non quello risalente al dicembre 2019 «che non è nemmeno presente nel ricorso, ormai inoppugnabile, e di cui non è stata giustificata in alcun modo l’omissione».

In evidenza una foto d'archivio.

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