Una sepoltura di epoca tardo romana o longobarda. Il sopralluogo della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, avvenuto nella mattinata di martedì 13 gennaio 2026, ha finalmente indicato una datazione per le ossa ritrovate in un terreno tra Adro e San Pancrazio. Solo lunedì, con la riapertura degli uffici, è stato infatti possibile coinvolgere l’organo periferico del Ministero per i beni e le attività culturali al fine di effettuare i necessari approfondimenti.
Di epoca tardo romana o longobarda le ossa rinvenute ad Adro
Il giallo risale a sabato pomeriggio, quando un cittadino che passeggiava per le campagne aveva segnalato la presenza di ossa umane nel campo che si estende a poca distanza dal casello autostradale A4 di Palazzolo sull’Oglio. Il successivo accertamento del medico legale, intervenuto quella stessa sera, aveva confermato la natura umana dei resti: un femore, una tibia e diverse falangi. Un ritrovamento che aveva fatto scattare l’immediato sequestro del terreno, che si trova sul territorio di Adro.
Le indagini, coordinate dai carabinieri della Compagnia di Chiari, sono proseguite nel weekend e dall’osservazione dei resti si è fatta strada l’ipotesi di un sito archeologico. Solo nella mattinata di martedì 13 gennaio, con l’intervento della funzionaria della Soprintendenza che insieme al sindaco di Adro Davide Moretti e ai carabinieri ha ispezionato l’area, è stato possibile dare una datazione a quelle ossa. Si tratterebbe di una sepoltura di epoca tardo romana o longobarda: un’attribuzione suffragata sia dai materiali che dalle tecniche utilizzate.
Resta però da capire se si tratti di una sepoltura isolata o di una necropoli più estesa. Per accertarlo saranno disposte ulteriori indagini da parte della Soprintendenza: solo una volta effettuati gli opportuni approfondimenti, si potrà stabilire se si tratta di una scoperta di valore archeologico o di un rinvenimento tutto sommato comune (non bisogna dimenticare, infatti, che nella stessa zona ma sul territorio di San Pancrazio nella prima metà del Novecento erano riaffiorati dei reperti simili). Esclusa l’ipotesi di reato, dovrebbe essere disposto nelle prossime ore il dissequestro del terreno. Il destino dell’area dipenderà però dall’esito degli scavi archeologici.
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