Cronaca
la lettera

Caso Lgh-A2a, il consigliere Alberti: "Il sindaco ci spieghi cosa è successo a Rovato"

Il volto del M5s in Regione si è espresso in merito alla questione della cessione delle quote e al ritiro delle dimissioni del primo cittadino Belotti.

Caso Lgh-A2a, il consigliere Alberti: "Il sindaco ci spieghi cosa è successo a Rovato"
Cronaca Sebino e Franciacorta, 12 Dicembre 2021 ore 12:42

"Sono contento della decisione presa dal sindaco di Rovato, Tiziano Belotti, di ritirare le proprie dimissioni. Lo dico con onestà e sincerità perché deve essere chiara una cosa: la mia azione politica non ha come obiettivo il sindaco di nessun Comune, tantomeno quello di Rovato, e di certo non si esaurisce con le sue dimissioni. Eppure siamo arrivati a questo, ma come?". A parlare è il consigliere regionale di M5s Ferdinando Alberti, che si è espresso in merito alla questione LGH/A2A e al ritiro delle dimissioni del sindaco di Rovato. Un'occasione per ripercorre la vicenda che vede al centro la cessione delle quote della società pubblica: sotto i riflettori degli inquirenti infatti era finito in particolare l’ordine del giorno della seduta di Consiglio comunale di dicembre 2015 in cui il sindaco dell’epoca, Belotti, era stato incaricato di dare il via libera alla cessione del pacchetto di maggioranza di Lgh ad A2a.

Alberti: "Bentornato Belotti, ma ora ci spieghi che succede a Rovato"

Di seguito lo scritto pubblicato dal consigliere regionale Alberti sulla vicenda delle quote LGH/A2A: una questione che ha visto al centro  dell’indagine avviata dalla Corte dei Conti sull’operazione di fusione il sindaco Tiziano Belotti, che prima aveva rassegnato le dimissioni, salvo poi ritirarle pochi giorni più tardi.

"Caro sindaco, in una sua recente lettera girata alla stampa dice che racconterà alla magistratura 'esattamente come sono andati i fatti e chi, in realtà, ha voluto e approvato senza alcuna condizione (quindi senza reclamare alcuna evidenza pubblica, come invece il sottoscritto ha sempre fatto, ndr) l’operazione di cessione del 51% di LGH ad A2A.' Dicendo così, quindi, dà ragione a me perché sostiene esattamente quello che sostengo io da 5 anni a questa parte. Ma lei cosa ha fatto per fermare un’operazione che lei stesso riteneva illegittima? Va bene che lei racconterà tutto alla magistratura, però non le sembra il caso di raccontare anche alla cittadinanza e a tutti gli interessati la sua verità? Perché ad oggi quello che abbiamo a disposizione per valutare il suo operato e quello della sua maggioranza sono i fatti.

Nella delibera comunale n. 46 del 18 dicembre 2015 convocata con urgenza avente ad oggetto l’atto di indirizzo di accettazione dell’offerta vincolante per l'acquisizione di una quota di maggioranza (51%) di LGH formulata da A2A Spa, il consiglio comunale approvò quell’atto con 9 voti favorevoli e nessun contrario. Stiamo parlando della delibera che dava l’ok alla cessione delle quote di LGH ad A2A. Nel suo intervento di allora, spiega che quella votazione era un atto dovuto e necessario per sostenere un’altra votazione che aveva fatto in totale autonomia addirittura il giorno precedente, quella in sede di conferenza dei sindaci di LGH, dove era già stata approvata l’accettazione dell’offerta vincolante di A2A per l’acquisizione di LGH. Lei stesso afferma che tutta la procedura era molto 'fumosa' ma nonostante questo ha proseguito sulla medesima strada.

E’ poi intervenuta, su mia segnalazione, l’Anac che ha stabilito che l’acquisizione era illegittima perché non effettuata con una regolare procedura di gara. La stessa  ha poi trasmesso le carte alla Corte dei Conti per valutare i profili erariali e le responsabilità dei decisori pubblici, quindi anche il suo. Sono passati 5 anni e il tema LGH/A2A non sembra essere mai stato all’ordine del giorno della sua amministrazione. Le pronunce dell’ANAC le sarebbero potute servire per agire in autotutela e ritirare la precedente deliberazione o comunque come pezza giustificativa per agire in direzione contraria a quanto voluto dalla maggioranza degli altri comuni a guida PD. Perché questo non è stato fatto? O se lo ha fatto, ce ne può dare prova?

Nel mio accesso agli atti chiedevo tutte le delibere approvate da giunta o consiglio comunale sul tema LGH/A2A e la risposta fornitami contemplava solo la delibera del 2015. Su questo urge fare una correzione ad una mia dichiarazione in quanto ho dato alla sua amministrazione un merito che non le spettava. Infatti avevo affermato che il consiglio comunale di Rovato aveva deliberato due volte, la prima nel 2015 per la cessione del 51% e la seconda nel 2021 per la cessione del restante 49% completando così il corretto iter amministrativo. Invece, errore mio, il comune di Rovato non ha mai deliberato la seconda volta e pertanto l’unico atto resta quello del 2015. Su questo la sua amministrazione dovrà comunque rendere conto, tralasciando tutte le questioni personali che nulla c’entrano con il suo ruolo di sindaco. Gradirei poi avere un chiarimento su un’altra questione, economicamente meno importante della faccenda LGH/A2A, ma altrettanto rilevante sotto il profilo istituzionale e democratico.

Leggo sull’albo pretorio una determina dirigenziale del 26 novembre scorso con la quale si conferisce ad un avvocato l’incarico per servizio di assistenza legale stragiudiziale. Questa decisione viene presa al fine di 'tutelare l’immagine dell’Ente ed il suo corretto operato messo in atto dai suoi esponenti' e per questo si incarica 'un legale di fiducia dell’Amministrazione comunale affinché assista l’Ente stesso nell'attività stragiudiziale in relazione alla richiamata lettera di diffida, al fine di cercare di prevenire l’insorgere di vertenza giudiziaria e di evitare di esporre l’Amministrazione ai costi, all’alea ed alle tempistiche tipiche del giudizio'.

La 'richiamata lettera di diffida' si legge sempre nella determina, è stata inviata da un consigliere comunale e riguarda 'presunte condotte discriminatorie nei suoi confronti'.

A mio avviso pare alquanto strano che un Ente comunale non sappia difendersi in autonomia a mezzo del proprio segretario generale da una lettera di diffida e debba ricorrere ad un legale esterno, spendendo soldi pubblici. Una lettera di diffida non è certo una citazione in giudizio ma un tentativo di conciliazione prima di dover adire alle vie legali. Il consigliere evidentemente ha visto venir meno il proprio diritto di esercitare liberamente la sua funzione e chiede ai rappresentanti istituzionali dell’Ente di cessare queste “condotte discriminatorie”. Di fronte a una richiesta di questo genere non capisco perché la sua amministrazione invece che replicare al consigliere accogliendo o rigettando le sue richieste, motivandole ovviamente, abbia deciso di affidarsi ad un legale esterno quasi ammettendo la colpa e preparandosi alla difesa in sede giudiziaria. Credo che lo stesso segretario generale abbia le capacità e le conoscenze per poter difendere l’Ente per cui lavora senza dover ricorrere a consulenze esterne e alla spendita di denaro pubblico. Non vorrei mai pensare che il ricorso ad un legale esterno sia solo uno stratagemma per spostare l’attenzione su altro e far passare in secondo piano le presunte violazioni ai danni del consigliere. Insomma, che questo non sia il classico meccanismo del far passare la vittima come il carnefice e il carnefice come la vittima, film purtroppo già visto troppe volte. 

E’ infine notizia di due giorni fa che la sua amministrazione ha ricevuto un’altra condanna per danno erariale e questa volta riguarderebbe un 'ingiustificato incremento dei diritti di segreteria relativi alle certificazioni di idoneità alloggiativa'. La Corte dei Conti chiede al lei e alla sua passata giunta del 2016 un risarcimento di oltre 2.000 euro a testa. A differenza di quello che dice nella sua commovente missiva di qualche giorno fa dove afferma che non è abituato a ricevere lettere della Corte dei Conti o della Guardia di Finanza, oggi scopro che era già stato condannato in primo grado e nel settembre 2016 in qualità di sindaco aveva dato incarico ad un legale per difendere lei e la sua giunta. La condanna che arriva ora dalla Corte dei Conti pare quindi essere legata all’incarico affidato al legale usando denari pubblici? Anche su questa faccenda, caro sindaco, ora che è tornato nel pieno delle sue funzioni, dovrebbe darci spiegazioni e illuminarci".

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