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Piedi piatti, come riconoscerli e come curarli

Piedi piatti, come riconoscerli e come curarli
Attualità Sebino e Franciacorta, 27 Aprile 2022 ore 14:30

Il dottor Guido Carbone, medico chirurgo specializzato in ortopedia e traumatologia, spiega che i piedi piatti sono patologia abbastanza diffusa, che è bene curare anche se indolore o asintomatica.

Come riconoscere i piedi piatti

Riconoscere questa malattia non è difficile: bisogna notare che la curvatura fisiologica dell’arco plantare interno è molto ridotta o totalmente assente. Questo porta a un eccessivo aumento della superficie d’appoggio, poiché la pianta del piede, per effetto dell'alterazione, finisce con il toccare completamente il suolo.
In molti casi, ma non in tutti, questo fenomeno si porta dietro anche la cosiddetta pronazione del retropiede, nota come valgismo, con il tallone che internamente tende a cadere.
I piedi piatti nei bambini solitamente non sono un problema, ma una condizione naturale destinata a risolversi con la crescita. Negli adulti, invece, possono sopravvenire per cause acquisite, come i traumi, e cause congenite.
«Sarà lo specialista a effettuare la diagnosi dei piedi piatti - spiega il dottor Carbone - eseguendo una valutazione podologica e posturale e misurando la superficie d’appoggio».

dott guido carbone
il Dottor Guido Carbone

Perché è importante curare i piedi piatti

La maggior parte delle persone non sente dolore o fastidio derivanti dalla patologia, e tende così a non intervenire. «Personalmente, però, invito chi ha il problema dei piedi piatti, ma è asintomatico, a non dimenticare che potrebbe sviluppare con più facilità altre patologie come l'alluce valgo o l'artrosi della caviglia», ricorda il dottor Carbone. «Per questo è importante intervenire comunque per rimediare, soprattutto se si è ancora bambini».
Chi invece presenta sintomi, può percepire dolore ai piedi per talloniti o fasciti plantari, gonfiore alle caviglie associato anche a dolore, male a polpacci, ginocchia, bacino o persino mal di schiena causato da una postura scorretta. Si segnalano inoltre l'iperpronazione del retropiede, più facilità nell'incorrere in infortuni da attività sportiva, tendiniti e crampi notturni frequenti. In base alla gravità della sintomatologia, un medico potrebbe optare per una terapia non-chirurgica (o terapia conservativa) oppure per una terapia chirurgica.

La diagnosi e l'approccio conservativo

La cura, una volta accertata la patologia, può essere conservativa, oppure chirurgica, a seconda della gravità del problema.
Il primo approccio del dott. Guido Carbone è sempre conservativo: «E' possibile ricorrere a plantari ortopedici su misura; adottare scarpe adatte, un po’ più alte dietro, non piatte, che scarichino e ammortizzino. Effettuare adeguata fisioterapia con esercizi correttivi per apprendere la postura idonea durante la camminata e la corsa (utile in particolar modo agli sportivi). Camminare a piedi nudi su terreni naturali come erba e sabbia, evitando le pavimentazioni artificiali. Molto preziosa anche l’esecuzione di esercizi di stretching. Assumere all'occorrenza farmaci antidolorifici, cercare di perdere peso perché il chili di troppo possono aggravare la patologia».
Nelle situazioni più gravi, si può ricorrere alla chirurgia. «Esistono manovre chirurgiche apposite che permettono di restituire al piede la propria forma naturale» conclude il dottor Carbone.

Piedi piatti, a chi rivolgersi in provincia di Brescia

Tra i punti di riferimento sul territorio bresciano e Franciacorta per la cura delle patologie del piede, il dottor Guido Carbone. Medico chirurgo specializzato in ortopedia e traumatologia, negli ultimi anni ha approfondito con competenza e passione le tematiche relative alle tecniche chirurgiche mini-invasive e sulla percutanea del piede. Ogni giorno è al servizio dei pazienti all’Istituto Sant’Anna di Brescia (030.31971119), al Poliambulatorio San Matteo di Roncadelle (030.2585435), al Poliambulatorio San Gregorio di Cologne (030.7156761), presso il poliambulatorio Corte dei Disciplini di Travagliato (030.6862404) e, infine, a Travagliato nel suo studio privato: 335.6635217 o visitare il sito dottorguidocarbone.it

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