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Deserta l’asta per l’alienazione di Casa Panella

Non sono state presentate offerte per acquistare l’edificio di via Duomo, bandito per 2,3 milioni di euro, che fino a due anni fa ospitava le associazioni.

Deserta l’asta per l’alienazione di Casa Panella
Attualità Sebino e Franciacorta, 01 Aprile 2022 ore 16:26

E’ andata a vuoto l’asta di Casa Panella. L’edificio di via Duomo che negli ultimi anni aveva ospitato le associazioni, era stato chiuso all’inizio della pandemia per poi essere inserito nel piano delle alienazioni. Al bando di gara (la base d’asta era di 2,3 milioni di euro), però, non ha partecipato alcun acquirente. Come riferito anche dal vicesindaco Cristian Quetti in Consiglio comunale, infatti, "Non sono state formalizzate delle proposte di acquisto". Se l’Amministrazione intende comunque proseguire sulla strada della vendita, magari abbassando la base d’asta o rendendo più appetibile il bene, le minoranze consiliari e le associazioni chiedono di ripensare a questa decisione.

Deserta l’asta per l’alienazione di Casa Panella

"Ce lo aspettavano, visti i rincari delle materie prime e conseguentemente del piano di investimenti derivante - ha sottolineato Quetti, commentando l’asta deserta - Nei prossimi giorni valuteremo se riaprire l'asta così come proposta nel primo bando oppure, integrando l'offerta, con qualche indicazione progettuale finalizzata a rendere più appetibile il bene, nella consapevolezza che stiamo attraversando un periodo economico finanziario critico e forse unico dal dopoguerra a oggi, in particolar modo per l’edilizia e certi investimenti finanziari".

L’inserimento di Casa Panella nel piano delle alienazioni tra la fine del 2019 e poi l’inizio del 2020 aveva messo in subbuglio Iseo. I cittadini si erano mobilitati con una raccolta firme e una petizione spontanea per "salvare Casa Panella dalla svendita", mentre la minoranza di Progetto Iseo aveva presentato interpellanze e interrogazioni in sede consiliare. Da un lato chi auspicava a una riqualificazione dell’immobile, da trasformare in "casa" delle associazioni o in un centro culturale polivalente, dall’altro chi ha deciso di mettere all’asta l’edificio per recuperare fondi da investire in altri progetti, tra cui la riqualificazione delle scuole elementari e del lungolago.

"A distanza di due anni dalla sciagurata decisione dell’Amministrazione di cacciare dalla loro sede le associazioni sottraendo l’utilizzo del bene alla comunità iseana, siamo a un punto morto - hanno commentato i consiglieri di Progetto Iseo, guidati da Pieranna Faita - Avevamo sempre espresso la nostra ferma contrarietà a questo insensato disegno. Ora, purtroppo, possiamo dire di aver avuto ragione. Valeva la pena tenere vuoto per due anni quello che nello scorso decennio era diventato il cuore della vita pubblica iseana, costringendo tra l’altro le associazioni che lo facevano vivere a improbabili traslochi in luoghi molto meno adeguati?".

Progetto Iseo chiede che si ripensi a questa scelta, magari candidando Casa Panella all’ottenimento di un finanziamento pubblico come centro della vita sociale di Iseo. «Già questa Amministrazione ha notevolmente abbassato il valore di questo bene prezioso, che negli anni passati era stato valutato intorno ai 3 milioni, quando la precedente Amministrazione aveva vagliato la possibilità di alienarlo per ripagare gli ingenti debiti ereditati, eventualità per fortuna scongiurata - ha concluso Progetto Iseo - Ora gira voce che qualche assessore stia valutando l’opportunità di far scendere ulteriormente la valutazione, addirittura sotto i 2 milioni".

Anche Forza Italia ha chiesto al sindaco Marco Ghitti di ripensarci. "Sono passati più di due anni dalla decisione di vendere Casa Panella - ha sottolineato Giovanna Prati  a nome del gruppo di Forza Italia - All’epoca anche noi avevamo avallato tale scelta, seppur con enorme rammarico, dettata dalla necessità di reperire le risorse per consentire di realizzare delle opere pubbliche urgenti. Oggi la situazione è molto diversa: il lungolago è quasi interamente finanziato da contributi e anche la realizzazione di altri importanti interventi sono largamente coperti con fondi provenienti da altri enti. E’ ancora così necessario vendere Casa Panella per reperire le risorse per finanziare le altre opere pubbliche? E’ ancora così insostenibile finanziariamente la sua sistemazione? Sono state attentamente vagliate le opportunità del Pnrr? Allo stato attuale delle condizioni e delle opportunità, non si prosegua nella scelta di vendere Casa Panella, ma si rivaluti l’opportunità della sua fruizione a vantaggio dell’intera comunità".

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