Attualità
Rovato

Bufera rugby: dopo il ritiro della squadra dal campionato di Serie B, i dissidenti sfiduciano il presidente

Il voto non ha alcun valore dal punto di vista giuridico, ma suona come una definitiva dichiarazione di guerra

Bufera rugby: dopo il ritiro della squadra dal campionato di Serie B, i dissidenti sfiduciano il presidente
Attualità Sebino e Franciacorta, 13 Febbraio 2022 ore 10:20

Si susseguono i colpi di scena nella vicenda che vede protagonista l'Asd Rugby Rovato. Venerdì 11 febbraio era arrivato l'annuncio ufficiale del ritiro della squadra dal Campionato nazionale di Serie B. Sabato 12 febbraio nella sala civica del Foro Boario si è svolta l'assemblea indetta dai tesserati "dissidenti", che si è conclusa con l'approvazione di una mozione di sfiducia al presidente e al Consiglio direttivo in carica. Un voto che non ha alcun valore dal punto di vista giuridico, ma che suona come una definitiva dichiarazione di guerra.

Bufera rugby Rovato: ritirata la squadra dal Campionato

L'annuncio ufficiale del ritiro è stato diramato agli organi di stampa con un comunicato piuttosto telegrafico:

"Asd Rugby Rovato comunica il ritiro della squadra dal campionato nazionale di Serie B. Le ragioni sono state illustrate nel comunicato del 7/2/22. Tutto il movimento sportivo, dal minirugby alla Serie C (e ovviamente l’intero settore femminile), è regolarmente ripartito con grande entusiasmo dopo il fermo a causa delle normative anti Covid e rappresenta il futuro della nostra società".

A integrazione, l'addetto stampa ha poi precisato:

"Il fatto di aver assunto Paul Griffen dimostra che l'obiettivo della promozione era nelle nostre corde. Ma l'estenuante situazione di conflittualità con i giocatori dissidenti che ci hanno tenuto in scacco troppo a lungo e la necessità di dare una risposta alla FIR ci ha imposto una scelta dolorosa ma necessaria ormai assunta prima dell'allenamento farsa di ieri sera"

Parole che fanno riferimento alla serata di giovedì, quando anche i giocatori dissidenti si sono presentati regolarmente in campo.

La sfiducia (simbolica) nell'assemblea autoconvocata

Un'ottantina i partecipanti all'assemblea convocata sabato pomeriggio dai tesserati "dissidenti". In sala anche il vicesindaco Simone Agnelli, in rappresentanza dell'Amministrazione. Assente, invece, la dirigenza dell'Asd, che ha motivato con una nota ufficiale:

"Asd Rugby Rovato precisa che non si tratta di assemblea dei tesserati del Club ma di un incontro organizzato da alcune persone, qualcuna di esse tesserata per l’Asd Rugby Rovato. Un incontro simile si è già svolto il 15/01/2022. Come per il precedente incontro l’Asd Rugby Rovato non parteciperà alla riunione in quanto ha già espresso il suo punto di vista nei giorni scorsi.

L'incontro si è dunque svolto in assenza di contraddittorio. I punti sul tavolo, però, sono sempre gli stessi: i tesserati "dissidenti" rivendicano la partecipazione alla vita associativa, ricordando che le Asd devono essere rette su uno statuto basato sulla democrazia interna. Tra i diversi interventi che si sono susseguiti, si segnalano quelli di Stefano Sacrato e Federico Quaglia, che hanno annunciato di aver intrapreso un'azione legale contro la società. Entrambi, infatti, si ritengono ancora associati e dunque hanno impugnato la convocazione del Consiglio. "Se vincessimo, tutti i Consigli convocati non sarebbero validi - ha precisato Sacrato - Purtroppo la Procura della Repubblica ci ha convocati a metà marzo. La decisione di non partecipare più al Campionati di Serie B è stata una botta morale, ma noi andiamo avanti perché siamo convinti di rappresentare il Rugby Rovato. Loro sono la storia, ma anche qui c'è gente che vive nel rugby da decenni. La storia del rugby è stata scritta anche da chi questa visione non la accetta più". L'assemblea si è conclusa con l'approvazione di una mozione di sfiducia al presidente dell'Asd Merlini e a tutto il Consiglio in carica. Un atto che non ha ovviamente valore legale, ma ha un grande significato simbolico.

La mediazione del Comune

Il vicesindaco Agnelli ha sottolineato che il Comune, prima di intervenire con la lettera del sindaco, ha tentato la via della mediazione, incontrando più volte le parti coinvolte.

"Siamo intervenuti perché siamo stati sollecitati da un'istanza pervenuta in Comune, e quindi ci siamo pubblicamente espressi. Il punto centrale è la rappresentatività democratica dell'Asd. La politica non ha nulla a che vedere. Perché è così difficile capire chi sono gli associati e chi fa parte del Direttivo? Perché è così difficile distinguere queste due cose? Sollecitati da questi dubbi, ritenuti legittimi, abbiamo chiesto una serie di documenti alla Asd, che ci sono pervenuti, ma hanno alimentato ulteriori dubbi. Stiamo facendo degli accertamenti. Eravamo interessati prima e lo siamo ancora, speravamo però che la cosa si potesse risolvere con un incontro tra le parti. Come amministratori abbiamo il dovere di tutelare l'immagine della città di Rovato, che è stata guastata da questa diatriba".

Il vicesindaco non ha sollevato un altro tasto dolente, ossia quello della convenzione per l'utilizzo degli impianti sportivi. Un punto che è stato invece evidenziato dall'avvocato Gianbattista Scalvi:

"Il Comune dà gli impianti a una Asd, purché sia tale, purché sia in regola. Questo è il tema centrale e l'argomento dirompente. L'obiettivo è la democrazia interna all'associazione, perché se essa non è garantita, il Comune sarà costretto a intervenire, così come la FIR. Se non cambia qualcosa, se l'Asd non si rinnova, sarà la fine del Rugby Rovato".

L'avvocato Scalvi, ripercorrendo la nota diffusa dalla società il 7 febbraio scorso in risposta alla lettera del sindaco, ha poi precisato:

"Il presidente parla di soci, ma lo statuto della nostra associazione non parla mai di soci, ma di associati e tesserati. Quindi si tratta di individuare chi sono questi soci, un nucleo di persone non presente nel nostro statuto".

Scalvi ha evidenziato una continuità con l'esperienza del Rugby Leonessa e la Rovato Rugby srl. "Non è il caso che ci sia un sospetto di continuità, quello che nasce oggi non può portarsi il peso di quella esperienza. Il sospetto che si crea è che questi associati che si chiamano soci siano pochi, 15/20 persone, e che siano convinti di gestire il Rugby Rovato con piagnistei e retorica".

Cosa succederà adesso?

La situazione sembra arrivata a un punto di non ritorno. La società prosegue con gli allenamenti e si prepara alle prossime sfide del settore giovanile, quasi come se nulla fosse accaduto."L’impostazione e la filosofia (condivisa pienamente ad inizio anno) non è cambiata e ci teniamo a non sprecare quanto di buono fatto fino ad oggi grazie anche alla possibilità di aver avuto un confronto con tecnici di alto livello", questo un estratto di uno dei post pubblicati sulle pagine social, riferito al coach degl Under 19. Che però qualcosa è accaduto lo dice l'elenco degli esonerati letto sabato pomeriggio durante l'assemblea: oltre ai giocatori, sono infatti una ventina gli accompagnatori, allenatori e fisioterapisti "licenziati". A questi si aggiungono le persone (una decina) che invece hanno abbandonato il club non condividendo la linea intrapresa dalla società.

 

 

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter
Necrologie