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Morti sul lavoro, Brescia maglia nera

Sono state 172 le vittime in Lombardia nel 2023, di cui 38 solo nella nostra provincia

Morti sul lavoro, Brescia maglia nera
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Con ben 55 infortuni mortali ogni milione di occupati, nel 2023 Brescia è stata di gran lunga al provincia in cui il lavoro è costato più caro in termini di vite spezzate, in Lombardia.  L'ultimo in ordine di tempo ieri (giovedì 15 febbraio 2024) a Longhena dove a perdere la vita è stato il 38enne Mattia Mauro. Il triste primato emerge dai dati dell’Osservatorio Vega Engineering, che ha fatto il punto nei giorni scorsi su un fenomeno ancora terrificante. In Lombardia da gennaio a dicembre abbiamo contato più d 14 vittime al mese in incidenti su lavoro: circa 30,1 infortuni mortali ogni milione di abitanti. Una strage, certo, ma che rapportata alla popolazione occupata non è nemmeno la più micidiale d'Italia, dato che la media nazionale è di 34,6. Le cose cambiano invece considerando le singole province, e qui Brescia vede numeri incredibilmente alti, così come a Sondrio, Lodi e Cremona. Quattro province considerate «zona rossa» in materia di sicurezza sul lavoro.

Morti sul lavoro: i dati

In numeri assoluti, continua Vega Engineering, sono stati 172 i decessi in Lombardia da gennaio a dicembre 2023 (contro i 177 del 2022): 133 quelli rilevati in occasione di lavoro (9 in più dello scorso anno + 7,3%) e 39 quelli in itinere (14 in meno del 2022). Ed è tristemente prima in Italia sia per numero di vittime totali, sia per decessi in occasione di lavoro.

Il più elevato numero di decessi totali si è verificato in provincia di Milano (47). Seguono Brescia con 38 decessi, Bergamo (22), Cremona (10), Como, Varese e Monza Brianza (8), Lecco, Mantova e Pavia (7), Lodi e Sondrio (5).

Incidenti mortali sul lavoro in Lombardia: incidenza nel 2022 (in grigio) e nel 2023 (in blu). Brescia l’anno scorso è stata la provincia più pericolosa, con 55 infortuni mortali ogni milione di occupati. Fonte: Vega Engineering

Denunce di infortuni in calo

La buona notizia, se vogliamo trovarne, è che lo stesso Osservatorio ha rilevato un calo delle denunce di infortuni, sebbene molto probabilmente una buona parte di questi siano dovuti alla fine della pandemia da Covid.

Il numero di denunce per infortunio nella nostra regione è infatti complessivamente in flessione negli ultimi mesi. Se nel 2022 erano stati 113mila e 214 gli incidenti sul lavoro registrati, nel 2023 sono stati 90mila e 734, in calo di sei punti percentuali. La stragrande maggioranza delle persone coinvolte in incidenti sul lavoro sono uomini (il 67% in Lombardia), mentre più di uno su quattro (il 25,2%) è straniero.

Prevedibilmente, per loro stessa natura, sono le attività manifatturiere in cima alla graduatoria delle denunce di infortunio in occasione di lavoro (16.733), e sono seguite da altri settori «a rischio» quali Sanità (7.034), Trasporti e Magazzinaggio (6.780), Commercio (5.811) e Costruzioni (5.493).

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