Collebeato

Spari al centro Sprar di Collebeato, una condanna e due assoluzioni

Questo quanto è risultato dal processo di primo grado.

Spari al centro Sprar di Collebeato, una condanna e due assoluzioni
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Spari al centro Sprar di Collebeato, concluso il processo di primo grado.

Le condanne

Al termine del processo sono arrivate una condanna e due assoluzioni per i fatti avvenuti nella notte tra il 31 maggio e il 1 giugno 2020. Quella notte furono sparati cinque proiettili contro l’edificio all’interno del quale sono ospitati richiedenti asilo. Condanna a 2 anni e 8 mesi per Adriano Raccagni. Sono invece stati assolti per non avere commesso il fatto gli altri due imputati: Ronaldo Bonassi e Alan Danesi. Per loro l’accusa aveva richiesto una condanna equivalente a quella inflitta a Raccagni.

Cosa accadde quella notte

Nella notte tra il 31 maggio e 1 giugno 2020 sono stati sparati cinque colpi d’arma da fuoco contro la struttura che ospita il Centro Sprar di Collebeato gestito dalla onlus Adl a Zavidovici. Secondo quanto ricostruito il gruppo avrebbe agito dal momento che il giorno precedente gli stranieri avrebbero assistito ad una cessione di droga. A partire dal 2009 l’Associazione è ente gestore dei progetti di accoglienza del Ministero dell’Interno (ora denominati SAI) attivati in diverse annualità dai comuni capofila Brescia, Cellatica, Calvisano, Passirano e Collebeato. Trasformatasi in Impresa Sociale nel Gennaio 2014 mantenendo il titolo di Onlus, l’Associazione persegue senza scopo di lucro finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale articolandole principalmente in tre aree: servizi territoriali e migrazioni; cooperazione e sviluppo; formazione e sensibilizzazione. Da sempre in primo piano nella denuncia delle violazioni dei diritti umani e nell’advocacy per il diritto di asilo, promuovendo un’evoluzione del diritto nazionale ed europeo adeguato a rispondere alle sfide poste dai cambiamenti determinati dall’evoluzione drammatica degli scenari internazionali contemporanei.