IL PROGETTO

«Rivedremo il progetto del depuratore del Garda»

Le dichiarazioni del presidente di Acque Bresciane Del Barba: «Pronti a sederci attorno a un tavolo»

«Rivedremo il progetto del depuratore del Garda»
Garda, 25 Settembre 2020 ore 08:41

«Rivedremo il progetto del depuratore del Garda alla luce delle prescrizioni ministeriali». Ad affermarlo è la stessa Acque Bresciane, promotrice del progetto che vede Montichiari, Gavardo e il fiume Chiese al centro della depurazione gardesana.

Il gestore idrico ha annunciato una serie di incontri con gli stakeholders per entrare nel merito dell’impianto e valutarne possibili miglioramenti, ma anche per spiegare che un depuratore non crea problemi ambientali, bensì li risolve.

La cabina di regia

Dopo che la Cabina di Regia del Ministero ha sancito la possibilità di proseguire con l’iter tecnico e amministrativo sul progetto del depuratore, riconoscendo la validità delle considerazioni tecniche fornite, Acque Bresciane vuole sottolineare alcuni punti fondamentali.

«Abbiamo letto sui giornali l’esito della Cabina di regia di mercoledì – spiega il presidente Gianluca Delbarba -. Ora i nostri tecnici avranno il compito di valutare come armonizzare le prescrizioni, una volta rese note nel dettaglio, assumendole nel progetto definitivo».

Conferenza dei servizi

In vista della Conferenza dei servizi e della Valutazione d’impatto ambientale, in capo alla Provincia, Acque Bresciane può assumere un ruolo più attivo nella presentazione e nell’elaborazione del progetto.

«E’ quello che intendiamo fare – prosegue Delbarba – incontrando gli stakeholders, spiegando il progetto nel dettaglio ma soprattutto andando a visitare alcuni nostri impianti simili. L’idea del depuratore come di un impianto inquinante, se può essere compresa da un punto di vista psicologico, non regge se si vede con i propri occhi come funziona, quanti controlli eseguiamo, l’assenza di odori e sostanze chimiche. Non si tratta di un produttore di veleni, ma di qualcosa che li elimina tutelando l’ambiente».

Le prossime settimane serviranno quindi a valutare quali modifiche introdurre nel progetto definitivo. «Rispetto il ruolo dei sindaci e le loro preoccupazioni e sono consapevole che potrebbero decidere di proseguire con altre forme la loro battaglia, ma sarebbe una grande occasione sprecata se si procedesse nel muro contro muro, invece di entrare nel merito di cosa si può cambiare e come. È emerso chiaramente che il sistema Chiese ha delle fragilità, sediamoci attorno a un tavolo e affrontiamole insieme», ha concluso Delbarba.

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