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Rinomata palestra chiude definitivamente: “Il Covid ci ha rubato il futuro”

Lo storico centro fitness Gymnasium di Erbusco ha annunciato la decisione di chiudere.

Rinomata palestra chiude definitivamente: “Il Covid ci ha rubato il futuro”
Cronaca Sebino e Franciacorta, 03 Aprile 2021 ore 16:02

di Stefania Vezzoli

Non sta andando tutto bene, decisamente no. Lo storico centro fitness Gymnasium di Erbusco ha annunciato la decisione di chiudere. Pochi ristori e nessun supporto: in ginocchio un’azienda e 34 anni di vita di una famiglia.

Rinomata palestra chiude definitivamente: “Il Covid ci ha rubato il futuro”

E’ difficile mettere la parola fine a una storia fatta di impegno, duro lavoro, sacrifici e, perché no, anche tanti sogni. Purtroppo, però, per il centro fitness Gymnasium è giunto il momento di chiudere. L’effetto devastante della pandemia, che pochi giorni fa sempre a Erbusco ha «spento» un noto ristorante stella Michelin, ha costretto la storica palestra franciacortina a interrompere l’attività.

«Siamo partiti nel 1987 e siamo stati parte della vita di tante persone, perché la nostra conduzione familiare portava ad avere lo stesso spirito anche con i nostri clienti – hanno raccontato i titolari – Siamo stati tra le prime palestre in Franciacorta, con visione avevamo intuito subito l’importanza del benessere fisico. Abbiamo visto passare generazioni nella nostra struttura e siamo cresciuti praticamente insieme a loro, passando dalle iscrizioni a mano al mondo del digitale. Negli anni tutto ciò che guadagnavamo lo abbiamo sempre reinvestito nella nostra azienda per poter offrire un servizio migliore e per essere innovativi».

Dalla prima sede, a Rovato, il centro fitness si è trasferito in quella attuale, in via dell’Industria a Erbusco, a poca distanza dal casello autostradale A4. «Nel 2000 ci siamo ampliati e abbiamo realizzato una struttura che poteva soddisfare qualsiasi esigenza, quindi non solo sala attrezzi ma anche una piscina, una zona benessere e un centro estetico – hanno spiegato – Poi è arrivata la grande crisi del 2008 e tutto divenne più difficile. Abbiamo provato a reinventarci ma gestire un’impresa, lo dice la stessa parola, è “un’impresa”, altrimenti si sarebbe chiamata “semplice”, comunque siamo riusciti a risollevarci».
Superate le difficoltà legate alla crisi economica, l’attività si è rinnovata attraverso un passaggio generazionale all’interno della famiglia Bocchi. «Dal 2015 la gestione è passata a mia figlia perché ci si è resi conto che la comunicazione è diversa, che i tempi sono cambiati e lei ha un linguaggio più giovane, fresco, e ha anche tanta energia – ha sottolineato Donatella Infuso – La scelta si è rivelata vincente perché effettivamente tutto si trasforma e nuovamente anche i nostri clienti lo colgono ed apprezzano. Lo spirito resta quello di farli sentire a casa coccolandoli ancora di più».

L’avvento del Covid

A vanificare ogni sforzo e ogni progetto ci ha pensato il Covid-19, che oltre a portare tanto dolore in territorio bresciano, ha letteralmente paralizzato il settore dello sport e delle palestre. «Poi è arrivata la pandemia e ci ha bloccati completamente già a febbraio 2020 – ha ricordato Donatella – Siamo stati i primi a venire chiusi definitivamente. Ciò nonostante abbiamo dato lezioni quotidiane online per continuare a offrire il servizio. A giugno a garanzia dei nostri clienti sono state adottate tutte le misure di sicurezza: si sono messe in campo tutte le precauzioni richieste per sanificare, chiudere gli spazi, installando anche un’applicazione che gestisce gli ingressi per evitare pericolosi assembramenti, investendo soldi e risorse. Tutto questo è durato circa quattro mesi (tra l’altro estivi in cui per noi il lavoro è penalizzante) e poi siamo stati comunque costretti a chiudere».
Anche Gymnasium, come le altre strutture sportive del territorio, ha investito per adeguarsi alle norme anti contagio, ma questo non è servito a nulla. «La gestione a marzo del 2021 non vede futuro, i ristori sono arrivati solo all’inizio e poi più nulla, l’azienda ha dimensioni importanti con notevoli spese fisse che portano solo a un continuo e accresciuto indebitamento – ha aggiunto Donatella – Siamo giunti quindi alla scelta di chiudere la gestione. Il nostro futuro sicuramente è incerto e da definire. Questa categoria non ha avuto il supporto adeguato e un anno come questo è riuscito a mettere in ginocchio un’azienda e 34 anni di vita di una famiglia. Ho la sensazione che non si sia trovato un percorso virtuoso e costruttivo tra impresa, lavoratori, territorio, banche, clienti, e che prevalga sempre più l’io rispetto al noi. Comunque sia, da sognatori e imprenditori faremo il possibile per dare un nuovo volto alla nostra storica realtà».

Una testimonianza che fa riflettere e che porta prepotentemente a galla l’impatto economico e sociale della pandemia e delle restrizioni disposte al fine di contenere i contagi. Tutelare la salute pubblica resta tuttora una necessità, ma il prolungarsi dell’emergenza sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza di interi settori. E il futuro di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie appare davvero appeso a un filo.

Poco tempo fa, sempre a Erbusco, aveva chiuso anche il ristorante Da Nadia.

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