La situazione

Raccolti a rischio, Confagricoltura Brescia alla Regione: "Servono procedure emergenziali"

Garbelli: "È chiaro a tutti che il tema della gestione del rischio andrebbe posto anche a livello europeo, destinando la riserva di crisi della Pac, ovviamente maggiorata"

Raccolti a rischio, Confagricoltura Brescia alla Regione: "Servono procedure emergenziali"
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La situazione è "molto grave". Raccolti a rischio, Confagricoltura Brescia alla Regione: "Servono procedure emergenziali".

"Servono procedure emergenziali", raccolti a rischio

Una situazione che si riscontra soprattutto nella Bassa. I raccolti di mais e soia sono a rischio, perché la pioggia ha allagato i terreni, le rese per frumento e orzo saranno tagliate, le produzioni frutticole, vitivinicole e olivicole sono in pericolo per il rischio di un’accelerazione delle fitopatie e, ai danni per le aziende cerealicole, si aggiungono quelli per quelle zootecniche che, con la perdita dei foraggi, si trovano in gravi difficoltà nell’alimentazione degli animali. Insomma, continue piogge, maltempo, vento e freddo hanno causato non pochi disagi al settore e alle aziende agricole di Brescia e provincia, tra perdita dei raccolti, problemi alle strutture e maggiori costi di produzione.

La richiesta di un lavoro congiunto

Per iniziare a ragionare su come affrontare e porre rimedio alla situazione, il presidente di Confagricoltura Brescia Giovanni Garbelli, insieme al collega di Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza, Francesco Pacchiarini, ha scritto all’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi, anzitutto per chiedere di attivare un tavolo di lavoro congiunto, in cui raccogliere esigenze, danni e soluzioni, per passare nel breve tempo dalla fase emergenziale a una risolutiva e per l’attivazione di tutte le deroghe possibili.

Il leader bresciano invita la Regione ad:

“Avviare le procedure emergenziali possibili in materia di deroghe e strumenti eccezionali”, anche valutando la dichiarazione di uno stato di calamità sulle province colpite. “Credo che sia necessario, in questo momento, prevedere le opportune deroghe agli impegni della Pac e dello Sviluppo rurale – afferma il presidente Garbelli -. Un’altra possibilità potrebbe essere un rifinanziamento della misura del credito di funzionamento della Regione, magari con massimali aumentati, utile per garantire liquidità alle aziende agricole”.

In tempi di cambiamenti climatici, è chiaro che non si possa più solamente parlare di ristori dei danni e per la ripresa produttiva.

“Serve adeguare la normativa – aggiunge Garbelli -, anche per favorire la diffusione delle polizze assicurative. È chiaro a tutti che il tema della gestione del rischio andrebbe posto anche a livello europeo, destinando la riserva di crisi della Pac, ovviamente maggiorata. Settore pubblico e sistema assicurativo devono iniziare a collaborare maggiormente, anche per accelerare le procedure di ristoro”.

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