Cronaca
Tradizione

Per il 2022 è tornato il Meteo delle cipolle di Beniamino Gozzini

Il clarense ha rispettato l’antica tradizione che si compie nella notte di San Paolo. L’ombrello servirà tra marzo e aprile proprio nei mesi dell’aratura e nei quali la terra ha bisogno di acqua.

Per il 2022 è tornato il Meteo delle cipolle di Beniamino Gozzini
Cronaca Bassa, 06 Febbraio 2022 ore 12:00

Che le cipolle siano un’ottima verdura da mangiare è risaputo, ma che sappiano parlare facendo delle previsioni pochi lo sanno. Fantasia? Forse! Ma, molti ci credono. Lui è il primo. Beniamino Gozzini, il contadino che da anni sa parlare il linguaggio delle cipolle, come pochi sa tradurre quello che i gustosi tuberi vogliono comunicare.

Per il 2022 è tornato il Meteo delle cipolle di Beniamino Gozzini

Dopo la pausa dell'anno scorso è tornato il meteo delle cipolle del clarense Beniamino Gozzini. Mese dopo mese (12 come quelli dell’anno), dalle dodici mezze cipolle si può sapere se ci sarà abbondanza di acqua nelle campagne oppure periodi di siccità, elementi che nel mondo agreste contadino vengono tenuti in considerazione da anni, perché le antiche tradizioni sono quelle che non muoiono mai. Le procedure sono semplici, ma oltre che a saperci fare, è indispensabile attenersi scrupolosamente al metodo facendo alcuni passi indietro nella storia e ricordando la conversione di San Paolo. Nella credenza popolare, infatti, il tutto accade il 24 gennaio, o meglio, nella "notte di San Paolo dei segni". Solo in questa data è possibile il verificarsi dello straordinario evento.

Il procedimento e l'incontro con Gozzini

Il procedimento per ottenere il meteo delle cipolle è organizzato in fasi. Si mettono su un tagliere dodici mezze cipolle che vengono tagliate e lasciate tutta la notte (rivolte ad oriente) e si appone del sale nel loro incavo. Questo andrà ad interagire e, dopo la notte, darà il risultato che, Gozzini, esperto in materia, andrà ad elaborare. In sintesi, dalla quantità di acqua formatasi in ogni spicchio di cipolla, si potrà conoscere che tempo farà.

Quest’anno è ritornato alla grande, sempre arzillo e convinto: Beniamino Gozzini è venuto a trovarci nella redazione di ChiariWeek.  Il clarense ha 80 anni, ma non molla e dopo la pausa dell’anno scorso, dovuto alle cipolle influenzate dalla pandemia che sono andate in confusione, in questa occasione tutto è andato per il meglio.

Non sarà certamente vangelo, ma le mie previsioni mi sono continuamente richieste, dai contadini e anche da cittadini comuni vogliosi di tornare al passato e stanchi di tutto quello che dicono in televisione perché ormai sono sempre le solite cose. Anche in paese, negli scorsi giorni, quelli delle acque del consorzio mi hanno chiesto: “buon uomo! Ma le previsioni quando? Siamo in ritardo”!. E io ho risposto: “Presto, sono quasi pronto!”.

Le previsioni

E allora si dia inizio alla profezia. Secondo quanto recepito da Beniamino Gozzini, si inizia con il freddo gennaio, con mancanza di acqua e in compenso nebbia tanta. Febbraio non si discosta molto, sarà il gemello di gennaio. Una svolta, invece, arriverà tra marzo e aprile mesi per l’aratura (dove la terra ha bisogno di acqua). Secondo i tuberi ci sarà bisogno dell’ombrello e sarà dunque grande festa per la campagna. A maggio e giugno si richiude l’ombrello per una tregua, che permetterà la raccolta del fieno e della semina di mais e granella. A luglio, invece, ritorna un po’ fresco per aiutare la irrigazione. Ad agosto, anche se ci vorrà il ventaglio, non mancherà una seppur lieve frescura.

Andando verso l’autunno, a settembre e ottobre, proprio durante la raccolta del mais, non mancheranno i dispetti per gli agricoltori e ci saranno piogge intermittenti.
Infine, a novembre e dicembre, come sempre nella semina del “loietto” (l’erbetta che crescerà nel prossimo anno) non arriverà molta pioggia: ne scenderà poca, proprio come la sua sete.
Tramandare le tradizioni dei nostri nonni, tenerle vive e non farle morire, è motivo di orgoglio che tutti dovremmo avere. E Beniamino Gozzini lo sa bene, perché lui è uno di quelli.

Avevo trentatré anni quando iniziai a conoscere a fondo questo mondo sconosciuto delle cipolle. Il merito di un vecchio fisioterapista al quale mi ero rivolto per questioni di salute, che raccontava come fosse una favola cosa si potesse fare con una cipolla, oltre che a gustarla.

Da allora è diventato per lui un lavoro che non è certo retribuito con del denaro, ma con la soddisfazione della gente che lo segue e che ancora ascolta ciò che a volte è difficile credere.

Beniamino Gozzini
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