MONTICHIARI

Passa la mozione Sarnico: il depuratore del Garda si farà sul Garda

La nuova mozione obbliga Ato a localizzare il depuratore in territorio gardesano

Passa la mozione Sarnico: il depuratore del Garda si farà sul Garda
Cronaca Garda, 01 Dicembre 2020 ore 08:43

Passa la mozione Sarnico: il depuratore del Garda si farà sul Garda.

E’ questo il risultato del voto in consiglio provinciale di lunedì 30 novembre 2020: una data storica per il progetto del depuratore del Garda che ora dovrà sottendere alla nuova linea d’indirizzo votata con ampia maggioranza (12 favorevoli, 3 contrari, 1 astenuto) dal consiglio: il depuratore del Garda si farà – per forza di cose – sul Garda.

Si tratta di una vera e propria svolta all’interno di un progetto che da ormai un decennio è sul tavolo di Acque Bresciane e di Ato: prima l’ipotesi Visano poi tramontata, ora quella di Gavardo e Montichiari che sembra dover fare la stessa fine. Esultano dunque i Comitati e i sostenitori del «no» al depuratore del Garda a Gavardo e Montichiari, anche se il Chiese non è ancora fuori pericolo in quanto potrebbe essere ugualmente scelto come corpo recettore.

Con la nuova mozione votata in consiglio, le ipotesi che prendono piede sono due: Lonato del Garda, già scenario studiato dall’Università di Brescia e risultato il più economico tra i 4 proposti o Peschiera del Garda, ovvero rivedere e potenziare l’attuale sistema.

La replica di Acque Bresciane

«Il Consiglio provinciale ha votato nuove linee d’indirizzo generali sulla localizzazione dei depuratori – spiega in un nota Acque Bresciane -. Acque Bresciane è a disposizione, nel pieno rispetto del ruolo dell’Ato che lo stesso documento sottolinea, per attivarsi con la massima serietà e verificare se esista per il collettore del Garda un’ipotesi di localizzazione compatibile con l’indirizzo del Consiglio, altrettanto valida dal punto di vista tecnico, ambientale ed economico rispetto al progetto in campo.

Il progetto di realizzare due impianti, a Gavardo e Montichiari, resta un progetto tecnicamente valido e validato dalla massima autorità nazionale, il Ministero dell’Ambiente, il dibattito in Broletto lo ha confermato. Se tuttavia emergesse un’alternativa maggiormente condivisa dai territori, di pari efficacia in termini di tempi e costi e in linea con la normativa regionale, che possa portare all’avvio della Conferenza dei Servizi, questo consentirebbe di scongiurare un rinvio all’infinito di un iter codificato e valido su tutto il territorio nazionale e di dare finalmente risposta a una necessità del territorio».

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