La sentenza

Non fu un delitto premeditato, ma la condanna è confermata

Per la Corte d'Assise d'Appello di Milano la pena per Manuel Rossi resta sempre la stessa: 17 anni per aver ucciso a coltellate Riadh Belkahla

Non fu un delitto premeditato, ma la condanna è confermata
Sebino e Franciacorta, 10 Giugno 2020 ore 16:36

La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha escluso la premeditazione. Ma la pena per Manuel Rossi, in carcere con l’accusa di aver ucciso insieme alla (ex) fidanzata Giulia Taesi il 48enne Riadh Belkahla, con il quale i due avevano un debito di mille euro, è sempre la stessa.

Non fu un delitto premeditato

I giudici della Corte d’Assise d’Appello di Milano hanno escluso l’aggravante della premeditazione, confermando però la pena: 17 anni. “Siamo soddisfatti per l’accoglimento della nostra richiesta. Con l’esclusione della premeditazione la ricostruzione processuale comincia a corrispondere a come si sono realmente svolti i fatti”, ha commentato l’avvocato Gianbattista Scalvi, legale di Rossi. Tuttavia, che il venir meno di un’aggravante lasci immutata la pena suscita una certa perplessità. “Attendiamo le motivazioni della sentenza, ma è molto verosimile che ricorreremo ancora in Cassazione perché si aprono problemi tecnici non indifferenti”, ha aggiunto.

L’omicidio di Zocco

Il delitto era avvenuto il 12 aprile 2016 in via Manzoni a Zocco. Qui era stato rinvenuto da un passante il corpo del 48enne Riadh Belkahla, residente a Rovato con la moglie e la figlioletta. Dopo pochi giorni erano stati arrestati, con l’accusa di omicidio, due giovani, all’epoca fidanzati: Manuel Rossi di Zocco d’Erbusco e Giulia Taesi di Castegnato. In primo grado Manuel Rossi, che aveva scelto l’abbreviato, era stato condannato a 17 anni; la pena per la Taesi, confermata in appello, è di 16 anni di reclusione.

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