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Lombardia zona rossa: cosa si può fare

Confermate le misure piu' restrittive per la nostra regione, ma non sono mancate le polemiche. A partire dal presidente della Regione Attilio Fontana che ha annunciato la possibilità di fare ricorso contro la decisione del ministro Speranza.

Lombardia zona rossa: cosa si può fare
Cronaca Brescia, 16 Gennaio 2021 ore 15:52

Da oggi, domenica 17 gennaio 2021, la Lombardia è zona rossa. La decisione è stata ufficializzata dall’ordinanza di venerdì 15 firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, che ha sancito la “colorazione” più forte per Lombardia, Sicilia e provincia di Bolzano e, di conseguenza, il ritorno alle misure più restrittive. Ma non sono mancate le critiche. A partire dalla Regione Lombardia e dal presidente Attilio Fontana che ha prima chiesto a Speranza di rivedere la sua posizione, poi ha annunciato la possibilità di presentare un ricorso.

Cosa si può fare?

Rispetto alla zona arancione da cui provenivamo i cambiamenti non sono tantissimi.

Gli spostamenti

All’interno della zona rossa ci si potrà spostare dalla propria abitazione solo per motivi di lavoro, salute, urgenza, muniti di autocertificazione. Una volta al giorno ci si potrà recare in visita da un parente o da un amico, ma solo in due (è consentito però portare con se i figli minori di 14 anni, persone disabili o non autosufficienti) e all’interno del territorio comunale.

Non si può uscire dalla propria Regione, se non per andare presso la propria abitazione, domicilio o residenza.

Ricongiugimento con i coniugi/partner

E’ possibile solo se il luogo scelto per il ricongiungimento coinciderà con quello in cui si ha la residenza, il domicilio o l’abitazione, meglio specificato nelle Faq del Ministero.
Nel caso il proprio coniuge/partner abiti in un’altra regione ci si potrà spostare per raggiungerlo soltanto se si ha la residenza o il domicilio nel Comune di destinazione o se in quel Comune c’è l’abitazione solitamente utilizzata dalla coppia.

Bar, attività e negozi

Il divieto che pesa maggiormente è sicuramente quello per i negozi. Sono sospese infatti le attività dei servizi di ristorazione e bar, ma resta possibile la consegna a domicilio e, fino alle 22, la ristorazione con asporto con il divieto di consumare sul posto. Chiuse anche le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità. Aperti anche i parrucchieri, ma chiudono i centri estetici.

Le scuole

Delle scuole nelle scorse settimane si è tanto discusso, dopo che con un’ordinanza il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana aveva imposto la continuazione della dad per gli istituti superiori fino al 24 gennaio, poi sospesa dal Tar, nonostante il Ministero dell’istruzione avesse acconsentito al ritorno in aula. A mettere i bastoni fra le ruote al rientro in classe ci ha pensato però la zona rossa. Da lunedì la didattica a distanza è confermata per le superiori ed estesa a seconde e terze medie, mentre la scuola dell’infanzia, la primaria e il primo anno delle scuole medie continueranno a fare lezioni in presenza.

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La polemica

L’annuncio di una nuova zona rossa per la Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia Covid, è stata come una doccia fredda e ha suscitato numerose polemiche. A partire dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che subito dopo l’annuncio ha subito chiesto al ministro Speranza di ripensarci e ha anche “minacciato” un possibile ricorso sule decisioni penalizzanti del Governo.

“Invieremo delle accurate note per spiegare le motivazioni della nostra opposizione – ha commentato –  Sono stato cauto e ho preteso sempre il rispetto delle regole. Tuttavia ritengo fortemente penalizzante questo scenario, che darebbe un colpo devastante a una grossa fetta dell’economia lombarda. Più volte ho chiesto al Governo di rivedere i parametri perché basati su dati vecchi (in questo caso del 30 dicembre che, oltretutto, non tengono conto di importantissimi indicatori a noi favorevoli come per esempio l’Rt sull’ospedalizzazione). ma purtroppo non abbiamo ancora ricevuto risposta. In Lombardia negli ultimi 15 giorni la situazione è migliorata almeno per classificarci in zona arancione: attendiamo l’ufficialità dal Ministero, ma siamo pronti a presentare ricorso”.

“Incidenza di contagi per abitante inferiore a altre regioni”

Sull’ipotesi di un eventuale ricorso sull’assegnazione della zona rossa annunciata dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, è intervenuta anche la vicepresidente Letizia Moratti, assessore al Welfare.

“I criteri su cui si basa la valutazione per la definizione della tipologia di rischio e quindi l’assegnazione del colore alle zone devono essere oggetto di necessaria rivalutazione per essere più tempestivi e coerenti con l’andamento epidemiologico – ha spiegato – Regione Lombardia viene penalizzata pur avendo una incidenza di contagi per abitante nettamente inferiore a diverse altre regioni e alla media nazionale, sulla base di dati risalenti a due settimane fa, mentre nel frattempo la situazione è di gran lunga migliorata. Occorre pertanto una revisione urgente di questi criteri e dell’eventuale inserimento della Lombardia in zona rossa”.

 

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