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Insulti ai carabinieri dagli ultras e una nuova proprietà: esplode il caso della Pro Palazzolo

L'Amministrazione ha preso le distanze dall'annuncio, ripreso anche sui canali della società che nel frattempo è stata venduta alla Essezeta, aprendo un punto interrogativo sulla convenzione in corso con il Comune

Insulti ai carabinieri dagli ultras e una nuova proprietà: esplode il caso della Pro Palazzolo

È un clima sempre più teso quello che si respira attorno allo stadio della Pro Palazzolo dopo gli scontri avvenuti domenica 8 febbraio tra i tifosi di casa e quelli della Pistoiese, prima della partita di serie D. Una rissa a suon di calci e pugni, sfociata — per ora — in cinque denunce e nei relativi provvedimenti di Daspo nei confronti degli Ultras Palazzolo 1913, che domenica 15 febbraio, in occasione della partita Pro Palazzolo–Correggese, non si presenteranno in tribuna in segno di protesta contro le diffide ricevute.

Daspati dallo stadio, gli ultras insultano i carabinieri

Nel post, pubblicato anche sui canali ufficiali della società sportiva, non c’è però solo l’annuncio della protesta, ma anche accuse pesanti nei confronti dei Carabinieri di Palazzolo, definiti “incompetenti”. Parole dalle quali l’Amministrazione comunale, messa al corrente dei fatti, ha immediatamente preso le distanze.

«Scandaloso dover pagare noi per colpa dell’incompetenza dei Carabinieri di Palazzolo che dovrebbero garantire il servizio d’ordine pubblico ma non ne sono in grado», si legge nel post firmato dagli ultras palazzolesi, che annunciano la decisione di non presenziare alla giornata di Serie D «per i nostri fratelli che, per difendere la nostra città, hanno messo a repentaglio tutto, passando, per le forze dell’(dis)ordine, da aggrediti ad aggressori».

La comunicazione e il duro attacco ai militari della Compagnia di Chiari, rilanciati anche sui social della Pro Palazzolo, non sono passati inosservati all’Amministrazione.

«Ogni forma di violenza, ancor più quando colpisce contesti di aggregazione e socialità come gli eventi sportivi, è del tutto inaccettabile. Essa non ha nulla a che vedere con lo sport né con il tifo sano e autentico, che deve sempre esprimersi nel rispetto delle regole e delle persone — si legge nella nota diramata dall’Amministrazione del sindaco Gianmarco Cossandi, in difesa dell’operato e della professionalità dei Carabinieri — Le Forze dell’Ordine sono intervenute con prontezza e professionalità, operando in una situazione complessa: il loro tempestivo intervento ha evitato conseguenze ben più gravi, garantendo la sicurezza dei cittadini e degli stessi partecipanti all’evento. Per questo impegno quotidiano, svolto a tutela della collettività, l’intera comunità esprime profonda gratitudine».

La Pro Palazzolo è stata venduta: e la convenzione?

La pubblicazione del post ha aperto diversi interrogativi, primo fra tutti chi ne abbia autorizzato la diffusione. A dare una risposta è stata una notizia arrivata come un fulmine a ciel sereno: la Pro Palazzolo, guidata dal presidente Claudio Forlani, è stata ceduta alla Essezeta, riconducibile al gruppo editoriale di Massimiliano Lanzani. Circostanza confermata dallo stesso Lanzani, che in un comunicato ha ribadito la decisione di confermare Forlani nel suo ruolo: «Credo nel progetto di fare grande calcio in una piazza come Palazzolo e sono fiducioso che lui sappia bene come gestire la parte sportiva della società — si legge — L’altra società, quella che segue il settore femminile e le squadre dei diversamente abili, resta nella sua disponibilità totale; la Essezeta curerà esclusivamente l’aspetto pubblicitario e di marketing, coinvolgendo in questo progetto di raccolta pubblicitaria anche lo Sporting Chiari».

Immancabile, nel comunicato, anche un riferimento agli scontri e ai provvedimenti di Daspo, che secondo Lanzani sarebbero «ingiusti», con l’attribuzione di presunti errori logistici alle Forze dell’Ordine.

Al di là degli annunci, resta ora da chiarire quale sarà il futuro della Pro Palazzolo e quali sviluppi avrà la convenzione per la gestione dello stadio comunale e dell’attività sportiva, sottoscritta pochi mesi fa con l’Amministrazione. L’ente comunale, infatti, «si riserva di effettuare le opportune valutazioni, con particolare attenzione alle implicazioni che tale cambiamento potrebbe comportare per il territorio e per la comunità sportiva locale». Come prevedibile, la cessione della società ha alimentato anche la polemica politica sollevata dai Mos, che fin dall’inizio si erano detti contrario verso la convenzione e il contributo.