MONTE ALTO

I lavori di trasformazione del bosco per creare un vigneto fanno polemica

Ieri il flashmob per protestare contro il cantiere.

I lavori di trasformazione del bosco per creare un vigneto fanno polemica
Sebino e Franciacorta, 13 Settembre 2020 ore 10:43

I lavori di trasformazione del bosco per creare un vigneto fanno polemica. Legambiente e altre associazioni contrari all’ampliamento concesso dalla procura.

I lavori di trasformazione del bosco per creare un vigneto fanno polemica

Legambiente condanna l’intervento, mentre il Comune ha chiesto che vengano effettuate tutte le verifiche.
Non è una cava. Sono i lavori di sbancamento per il progetto di trasformazione del bosco di proprietà di Maurizio Zanella in località Belvedere sul Monte Alto a Clusane.

In questi giorni gli ambientalisti stanno facendo polemica dopo che, sui social, è comparsa una fotografia aerea scattata nella zona del cantiere. Ma basta passeggiare sul lungolago di Iseo e guardare verso Clusane per vedere la “fetta” di vegetazione mancante.

L’iter

L’iter autorizzativo per l’ampliamento di superficie agricola del vigneto proposto dell’azienda agricola Belveder nell’omonima località sopra Clusane è partito nel 2017.
Nel marzo 2019, dopo il cambio di destinazione d’uso del terreno (circa 13mila metri quadrati), la verifica del rispetto di tutti i vincoli, il parere della Soprintendenza e visto il progetto per le opere di mitigazione, è stata presentata la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività edilizia).
Successivamente, a giugno, ne è stata presentata una seconda in variante.

Il progetto dell’agronomo Giampietro Bara prevede la trasformazione del bosco situato a circa 400 metri di quota per l’ampliamento del terreno agricolo con un nuovo impianto di vite e il recupero dei terrazzamenti che negli anni sono stati invasi dal bosco.

Le critiche

A criticare l’opera sono stati i circoli Legambiente Franciacorta e Legambiente Basso Sebino, unitamente ad altre associazioni ambientaliste o legate al territorio della Franciacorta, mentre l’Amministrazione guidata dal sindaco Marco Ghitti ha richiesto alla Comunità montana del Sebino bresciano e ai carabinieri forestali di effettuare tutte le verifiche del caso affinché i lavori stiano procedendo in conformità a quanto autorizzato.

“Da tempo si vocifera che alcuni produttori di Franciacorta sarebbero intenzionati a impiantare i nuovi vigneti  in aree collinari dell’arco morenico franciacortino, perché il riscaldamento globale penalizzerebbe  in termini di qualità la produzione di pianura – ha sottolineato il presidente di Legambiente Franciacorta, Silvio Parzanini – Forse potrebbe anche essere una motivazione plausibile e noi  siamo sempre stati tra quelli che paventavano i rischi per l’agricoltura (e non solo) a causa degli squilibri ambientali, ma da qui a pensare di distruggere le colline franciacortine per impiantare vigneti d’altura ce ne passa.
Queste autorizzazioni devono maturare da un confronto di merito tra chi sovrintende allo sviluppo armonico e rispettoso di questa terra, per la cui tutela Regione Lombardia ha approvato il Ptra Franciacorta, rimasto ancora ‘lettera morta’”.

Legambiente Franciacorta ha quindi chiesto a Regione, Provincia, associazione Terra della Franciacorta, Consorzio Franciacorta, Soprintendenza e associazioni  agricole e ambientali l’apertura di un confronto che faccia chiarezza sulla strada che si vuol prendere per il futuro della zona.

Critico anche il presidente del circolo Legambiente Basso Sebino: “I vigneti sono una delle ricchezze del territorio, ma non bisogna  esagerare nel loro sfruttamento; già la Franciacorta è diventata  un’area quasi completamente adibita a monocoltura, priva di biodiversità, per questo ci si deve fermare dal continuo sventramento  della montagna e dal trasformare i boschi in terrazzamenti per vigneto, come nel caso del Belvedere di Clusane – ha sottolineato Dario Balotta – Il Distretto biologico di cui  tanto si parla deve partire anche dal rispetto dei boschi. La Comunità  montana che ha autorizzato questo intervento deve porre fine a questo tipo di autorizzazioni”.

L’Amministrazione comunale di Iseo, proprio per fare in modo che in futuro ci siano gli strumenti per bloccare sul nascere situazioni simili, ha in programma di intervenire con la modifica del Pgt.

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