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Fibromialgia: Alessandra ed Elena e la loro lotta contro la malattia invisibile

Le testimonianze e i racconti di due donne di Montichiari

Fibromialgia: Alessandra ed Elena e la loro lotta contro  la malattia invisibile
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Il 12 maggio si celebra la Giornata mondiale dedicata alla Fibromialgia, una patologia considerata invisibile, spesso non riconosciuta oppure minimizzata. Denominata la «malattia invisibile», nel 1992 è stata inserita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nella Classificazione internazionale delle malattie e dei problemi correlati. Il colore simbolo è il viola. Pochi monumenti si sono illuminati di questo colore, sinonimo della poca conoscenza che si ha di questa patologia.

Elena Garzetti, ragazza monteclarense di 22 anni, racconta della sua esperienza con questo fantasma: «I sintomi sono iniziati a marzo 2019, improvvisamente, mentre stavo cenando con la mia famiglia. Inizialmente provavo formicolii alle braccia e giramenti di testa. Credevo che mi passasse di lì a poco e invece i sintomi non diminuivano, così i miei genitori mi hanno portato al pronto soccorso dove decisero di ricoverarmi. All’ospedale mi hanno fatto ogni tipologia di esame che non hanno dato riscontri. I medici mi dissero di riposare. Dopo due mesi intensi di visite, una fisioterapista mi consigliò di rivolgermi ad un neurologo di Cremona specializzato nel metodo di valutazione Poligrafia Biofeedback attraverso un caschetto che dispone dei sensori sulla testa. Ad agosto ho fatto una visita con questo medico. Ed ecco la diagnosi di fibromialgia, una patologia che solitamente si manifesta nelle donne adulte con dolori cronici.» Elena però al tempo aveva solo 18 anni e a causa della fibromialgia saltò diverse settimane di scuola: recuperò tutto alla perfezione. «Ero felice perchè potevo dare un nome e una cura farmacologica alla mia malattia.  Fortunatamente i dolori tipici della patologia non li ho mai provati. Nel 2021 ho fatto l’ultima visita: il medico mi ha detto che ero pronta a non fare più visite regolari.

Nel 2022 una ricaduta

Nel 2022 ho avuto una ricaduta. Il medico mi è sempre stato accanto anche in quell’anno senza visite. Appena gli ho comunicato la ricaduta mi ha prescritto lo stesso medicinale che ho portato avanti per qualche settimana, poi tutto si è stabilizzato e da allora sto bene.»  Ma Elena non è sola. C’è un’altra donna monteclarense affetta dalla stessa patologia, da molto più tempo di lei.

La testimonianza di Alessandra

Questa donna si chiama Alessandra e ha 48 anni: «La fibromialgia è una compagna di vita scomoda. Ho imparato a conviverci, ma non l’ho accettata. La mia vita dipende da questa malattia. Non posso programmare niente perchè non so come starò l’indomani. Ogni giorno mi sforzo di alzarmi dal letto, anche se i dolori alla testa mi rendono la cosa quasi impossibile. Mi sforzo di pulire casa, di fare la spesa, di fare una camminata perchè solo così i dolori si allentano. Poi però la sera sono stanchissima perchè tutto il giorno combatto con la fibromialgia. Ci sono giornate in cui sto bene e nemmeno ci penso, ma altre in cui sto malissimo. E’ una malattia invisibile perchè nessuno penserebbe che io stia soffrendo così tanto. –prosegue Alessandra – Ho scoperto che era fibromialgia grazie al dott. Dadatti di Cremona. La patologia è molto radicata in me quindi le cure che ho provato non mi hanno fatto nulla. L’unica cosa che mi ha aiutato è la terapia del dolore...mi ha aiutato, ma non mi ha guarito.» E così Alessandra ogni giorno combatte con un fantasma che lei vede come un diavolo nero. «Sono felice perchè ho attorno me gente che mi vuole bene e a cui voglio bene. Ma l’infelicità è sempre dietro l’angolo. Basta che una di queste persone a cui voglio bene stiano male, che i dolori si amplificano al massimo. La sensibilità non aiuta questa malattia.»

Commenti
Ingrid Ferrari

Stessa cosa sono Ingrid e ormai dal 7 anni con la fibromialgia da cui ci sono collegate endometriosi tiroide nevralgia ...un incubo..la malattia decise per noi

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