Sentenza

Fanghi Wte, la condanna regge in Appello

Una vicenda accompagnata per oltre vent’anni dalle denunce e dalle battaglie del Comitato Cittadini di Calcinato

Fanghi Wte, la condanna regge in Appello

La sentenza di primo grado regge anche in Appello.

Ieri, giovedì 1 ottobre 2026, la Corte d’Appello di Brescia ha confermato la condanna a un anno e quattro mesi, con pena sospesa, per Giuseppe Giustacchini, 56 anni, amministratore della Wte, l’azienda con impianti a Calvisano, Calcinato e Quinzano d’Oglio finita al centro della maxi inchiesta sui fanghi. Confermati anche l’obbligo di ripristino della salubrità dei terreni, la revoca all’esercizio d’impresa e la condanna della società ai sensi del decreto 231, oltre ai sequestri, ai risarcimenti, alle provvisionali da 5mila euro per le parti civili riconosciute e alla sanzione pecuniaria di 77mila euro.

150mila tonnellate nei campi

Secondo l’accusa, tra il 2018 e il 2019 Wte avrebbe destinato ai terreni di 78 Comuni, dalla Lombardia al Piemonte, circa 150mila tonnellate di materiale contaminato da metalli pesanti e idrocarburi, presentato come fertilizzante. L’inchiesta esplose nel 2021 con il sequestro degli impianti da parte dei Carabinieri Forestali. La difesa continua invece a contestare la ricostruzione accusatoria, sostenendo che Giustacchini non avrebbe mai sparso materiale tossico e richiamando la complessità della normativa relativa alla qualificazione dei materiali come rifiuti.

La lunga battaglia del Comitato

Grande protagonista della vicenda è stato il Comitato Cittadini di Calcinato, che per oltre vent’anni ha portato avanti una battaglia tenace sul territorio, denunciando miasmi, disagi e criticità legate alle attività della Wte. Una mobilitazione condotta senza arretrare nemmeno di fronte alle amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni, spesso contestate dal Comitato per le risposte ritenute insufficienti alle segnalazioni dei residenti. Esposti, denunce, richieste di intervento e iniziative pubbliche hanno accompagnato una protesta iniziata molto prima dell’inchiesta giudiziaria. Il Comitato si è poi costituito parte civile nel procedimento: la conferma in Appello della condanna rappresenta oggi un passaggio significativo di una battaglia iniziata dai cittadini quando il caso Wte era ancora lontano dalle aule di tribunale.