la testimonianza

Dopo il caos in piazza parla la barista finita in ospedale: “Insulti, minacce e aggressioni verbali non sono nuovi”

"I ragazzi che erano nelle vicinanze si sono schierati per difendermi e dalla finestra dell'abitazione della famiglia dell'uomo sono stati esplosi dei colpi di pistola a salve".

Dopo il caos in piazza parla la barista finita in ospedale: “Insulti, minacce e aggressioni verbali non sono nuovi”
Bassa, 10 Agosto 2020 ore 14:51

Ripercorrendo quanto è accaduto ieri in piazza Mazzini a Pontevico, quando una discussione creatasi fra uno dei residenti, che vive nelle strette vicinanze del locale, e clienti e gestori è degenerata in minacce, pugni e colpi di pistola dalla finestra mandando in ospedale tre persone, la proprietaria ha descritto uno scenario ben più ampio del singolo evento, con precedenti fatti di provocazioni e minacce.

Dopo la discussione degenerata parla la barista finita in ospedale

“La situazione non è più sostenibile, siamo a ogni occasione oggetto di pesanti minacce, provocazioni, insulti, aggressioni verbali – ha commentato la barista nonché proprietaria del bar da ventisei anni che, ieri sera, è rimasta ferita per difendere i suoi dipendenti e i suoi clienti – Non ne possiamo più, c’è bisogno di un intervento concreto. Tutti conoscono la situazione, dove vogliamo arrivare?”

Le persone che ieri hanno sconvolto la tranquillità di un’intera piazza pare non fossero al loro primo exploit, tutt’altro. “Il locale inoltre non è l’unico e essere stato preso di mira negli ultimi tempi – ha riferito la donna – Noi siamo gente per bene, non ne possiamo più, così non ne possono più i locali dei colleghi. Vogliamo essere ascoltati da chi di dovere e vogliamo una soluzione”.

La testimonianza della donna aggredita: “In piazza c’era il panico”

Ieri sera la donna è arrivata al proprio bar sentendo le urla di minaccia che uno degli artefici del gesto rivolgeva ai presenti (clienti e dipendenti). “Ero poco distante e ricordo di aver sentito queste parole: “Vi ammazzo tutti” – ha raccontato – Ho chiesto a questo giovane di allontanarsi e di farci lavorare, ma quando ho pronunciato queste parole mi ha colpita con un pugno in pieno volto. I ragazzi che erano nelle vicinanze si sono schierati per difendermi e dalla finestra dell’abitazione della famiglia del giovane sono stati esplosi dei colpi di pistola a salve. Questo ha fatto dilagare il panico e fatto scappare tutti. Non contento, l’uomo ha scaraventato una sedia nella vetrina del mio locale e ha estratto due coltelli. Un ragazzo, un militare che non si trovava in quel momento in servizio, ha preso le mie difese cercando di disarmarlo ed è rimasto ferito alla mano, finendo anche lui in ospedale”.

Tutti le attività presenti in piazza, intimorite da quanto accaduto, hanno quindi deciso di chiudere alle 23.

Lo sfogo: “Hanno lanciato piatti dalla finestra sull’auto di mia sorella, così non si può andare avanti”

“Stiamo lavorando, abbiamo dei dipendenti e non possiamo essere in balia di questi soggetti che entrano e minacciano i baristi – ha proseguito in uno sfogo – Hanno lanciato piatti dalla finestra distruggendo l’auto di mia sorella. Tutti siamo intimoriti, ma ora siamo anche davvero molto stanchi di questa situazione. Hanno inveito anche contro delle persone anziane che vivono vicino al locale e che semplicemente hanno chiesto un po’ di tranquillità. Vogliamo essere tutelati, così non si può andare avanti”.

Le parole di un gruppo di amici presenti al bar

“Uno dei residenti (che poi hanno disseminato panico e caos) ha cominciato a fare baccano passando con una minimoto vicino alle persone presenti al bar – a parlare sono un gruppo di amici che ieri sera si trovavano al bar di piazza Mazzini proprio quando la discussione è degenerata – Alcuni si sono lamentati e gli hanno detto di andarsene, senza risultato. Dall’appartamento al piano superiore a quel punto hanno cominciato a piovere piatti contro l’auto della sorella della barista e i vetri della vettura si sono frantumati. La proprietaria è giunta sul posto per capire cosa stesse succedendo ed è stata colpita al viso. Per difenderla alcuni presenti si sono posti tra lei e il giovane aggressore, ma la cosa è degenerata e uno dei familiari del ragazzo ha esploso dei colpi di pistola. Non potevamo sapere se fossero stati esplosi dei colpi veri o se si trattasse di una scacciacani, sta di fatto che sentire quegli spari ha generato il panico totale”.

A quel punto c’è stato un fuggi fuggi generale e sul posto sono arrivati i carabinieri e le ambulanze.

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