LA LETTERA

«Disgustate dai nostri rappresentanti politici»

Dopo l'inammissibilità della votazione sul depuratore in consiglio provinciale

«Disgustate dai nostri rappresentanti politici»
Garda, 14 Ottobre 2020 ore 08:54

«Disgustate dai nostri rappresentanti politici». C’è questo e molto altro nell’ennesimo duro sfogo pubblicato dalle Mamme del Chiese e dalle Mamme del Garda in merito alla questione del depuratore del Garda ed in particolare riguardo la mozione presentata dal consigliere Marco Apostoli all’interno del consiglio provinciale di martedì 13 ottobre e giudicata inammissibile, quindi non discussa nè votata.

Il duro sfogo

«Le mamme del Chiese unitamente a quelle del Garda dopo aver assistito al Consiglio provinciale in questione esternano il loro totale disgusto per come si è svolto il dibattito relativamente alla mozione in oggetto.
In quanto residenti nei bacini del Chiese e del Garda ci sentiamo evidentemente prese in giro e non degnamente rappresentate da questo tipo di politica. Abbiamo più volte cercato, entrando nel merito delle situazioni, di far capire alla politica ealle istituzioni bresciane quanto la situazione ambientale dei nostri territori sia palesemente compromessa, come ben evidenziato dalle oltre 200 pagine redatte dai tecnici dei comitati, nonostante sembrasse già sufficiente ad evidenziarlo la grave epidemia di polmonite da legionella avvenuta nell’ agosto 2018 e l’incidenza di gravi patologie particolarmente presenti nei nostri territori.
E’ evidente che la grave situazione ambientale in cui versa il territorio bresciano è stata causata da una politica che negli anni non ha saputo o voluto fare scelte oculate nell’ottica di tutelare i territori e preservarli per il bene comune.
Appare sconcertante che un Consiglio provinciale possa pronunciarsi in merito alla richiesta di costruzione di una villetta a due piani a Moniga del Garda negando con argomentazioni condivisibili il consumo di ca.1000 mq di suolo che include lo sradicamento di 11 ulivi e non possa pronunciarsi in merito ad un progetto che consumerà ben 70.000 mq di suolo vergine, devastando i territori circostanti e a costi elevatissimi.
E’ altresì sconcertante che l’assemblea dei sindaci non possa essere ancora convocata per problemi di spazi che garantiscano gli adeguati distanziamenti, quando come per tutte le altre questioni, quest’ ultima potrebbe essere tranquillamente svolta on line. Basta contraddizioni! Basta slogan pubblicitari in cui da un lato si parla tanto di prevenzione e poi dall’ altro si agisce al contrario! Basta addurre scuse per non affrontare le questioni scomode! Avete scelto di occupare posti di responsabilità che impongono la tutela del bene comune, il rispetto delle popolazioni, la
massima trasparenza nell’esercizio delle vostre funzioni ed il coraggio di esternare anche ciò che va contro interessi di parte.
Siamo deluse ed amareggiate per il tipo di politica che state portando avanti! Vi è stato conferito “l’onore” di sedere sui vostri scranni; assumetevi dunque anche “l’onere” di far fronte alle responsabilità che vi competono.
Ribadiamo con estrema forza che non c’ è assolutamente bisogno di alcuna laurea o competenza specifica per comprendere che il progetto in questione è assolutamente sbagliato e tutto da rivedere! Non ha ambientalmente ed economicamente senso scollinare, pompare i reflui a km di distanza e soprattutto cambiare bacino imbrifero.
Con quanto avvenuto in Consiglio provinciale riteniamo ancora una volta che la politica bresciana abbia perso l’occasione per cambiare rotta e dimostrare che dentro le svariate situazioni pulsa fortemente un’anima che anela a costruire ciò che è veramente buono e giusto».

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