Coronavirus: coppia rientra dalla Cina e si autoimpone la quarantena

Diverse le reazioni (politiche e non solo) a Roncadelle.

Coronavirus: coppia rientra dalla Cina e si autoimpone la quarantena
Brescia, 12 Febbraio 2020 ore 20:03

Coppia rientra a Roncadelle dalla Cina: le reazioni tra timori e allarmi. La vicenda ha avuto un forte risvolto politico, coinvolgendo l’Amministrazione e il candidato sindaco Elisa Regosa.

Coppia rientra a Roncadelle dalla Cina: le reazioni tra timori e allarmi

È stata Elisa Regosa a lanciare la segnalazione attraverso un post pubblico. Dopo aver ricevuto alcune segnalazioni da parte di cittadini che avevano notato un foglio con la frase “Siamo tornati dalla Cina l’1 febbraio, per sicurezza faremo una pausa di 14 giorni. Il negozio riaprirà il 17 febbraio” affisso alla saracinesca di una lavanderia del centro, l’esponente della Lega ha informato del fatto tramite i social.

 

“Sono stata la prima a contattare l’Ats di Brescia per chiedere delucidazioni – ha commentato la Regosa –  Ho provato a comunicare con il sindaco Damiano Spada, ma non ho avuto la sua disponibilità. Ho solo svolto il mio dovere morale e civico”.

Le reazioni

Tanti hanno sostenuto il consigliere di minoranza per la segnalazione, ma altrettanti l’hanno accusata di fare allarmismo inutile.

Di fatto i protagonisti della vicenda si sono auto imposti la quarantena, senza rivolgersi alle autorità competenti. “Un gesto umano”, l’ha definito il primo cittadino Damiano Spada, che ha ringraziato i coniugi di origine cinese per aver voluto tutelare l’intera cittadinanza con questa reclusione forzata, che li terrà per 15 giorni lontani dalla vita sociale e dal lavoro.

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La risposta dell’Amministrazione

“Non appena osservata la comunicazione, l’Amministrazione si è prontamente mossa come da prassi avvisando le autorità incaricate per avere indicazioni sul comportamento più idoneo da adottare – hanno fatto sapere dal Comune – La coppia in questione in maniera responsabile e volontaria ha deciso di rispettare quanto indicato dal Ministero: l’adozione della permanenza volontaria, fiduciaria, a domicilio fino al completamento dei 14 giorni successivi all’uscita delle aree a rischio”.

Il primo cittadino ha liquidato il gesto del candidato sindaco come “una speculazione elettorale di basso livello, poiché il consigliere ha tutti gli strumenti per approfondire la tematica. Invece è stato fatto allarmismo”.
Non si è fatta attendere nemmeno la risposta della Regosa: “Il comportamento di Spada? Inaccettabile la sua scarsa attenzione su una tematica del genere”.

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L’articolo completo nell’edizione di Chiari Week in edicola venerdì 14 febbraio.

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