Allevamento lager nel manerbiese, Animal Equality: “L’industria mente sapendo di mentire”

Animal Equality ha ribattuto alle dichiarazioni di Confagricoltura e Coldiretti riguardo il blitz nella struttura "incriminata".

Allevamento lager nel manerbiese, Animal Equality: “L’industria mente sapendo di mentire”
Bassa, 26 Luglio 2019 ore 13:07

Le immagini shock diffuse la scorsa settimana in un video denuncia di Animal Equality, girato in un allevamento delle campagne manerbiesi in collaborazione con il Tg2, continuano a far parlare di sè. Ora l’organizzazione torna all’attacco, ribattendo alle affermazioni delle associazioni di categoria che avevano affermato come le immagini fossero non veritiere e decontestualizzate da quella che sarebbe la realtà dei fatti.

Animal Equality si difende

“I rappresentanti dell’industria agroalimentare hanno accusato pubblicamente Animal Equality attraverso la stampa locale di pubblicare immagini che non corrispondono alla realtà dei fatti – hanno esordito i referenti dell’organizzazione animalista – A differenza di quello che afferma Serafino Valtulini di Confagricoltura Brescia su Manerbio Week, ciò che è stato ripreso dalle nostre telecamere e dalla Rai corrisponde esattamente alla realtà del luogo, visitato appunto più volte nell’arco di quattro mesi quest’anno. Inoltre, al contrario di ciò che afferma Mattia Preti di Coldiretti Manerbio, tutti i materiali sono stati presentati in Procura in un esposto formale. È evidente come contestare la veridicità del servizio del TG2 non significhi solo contestare la veridicità di immagini auto-evidenti, ma anche mettere in discussione la credibilità del servizio di informazione pubblica nazionale, rappresentato dal giornalista Rai che ha firmato il servizio, Piergiorgio Giacovazzo, e dall’emittente che ha deciso di diffondere per prima le immagini”.

L’azione non si ferma

L’industria mente sapendo di mentire, l’organizzazione lo ribadisce con forza: la speranza ora è che le associazioni di categoria si assumano la responsabilità di quello che è stato mostrato “evitando di ingannare ulteriormente i lettori con dichiarazioni non veritiere” e volte a screditare il lavoro svolto. “Animal Equality non si limita alla denuncia mediatica e non ha fatto una denuncia generica: lavoriamo con professionisti e da professionisti con tutti i mezzi a disposizione per denunciare sistematicamente e con precisione chirurgica allevamenti e macelli che commettono illegalità, ingannano i consumatori e brutalizzano gli animali – hanno continauto –  In Italia operano numerose organizzazioni per la protezione degli animali allevati a scopo alimentare, e si contano ormai decine e decine di investigazioni realizzate da volontari e attivisti che hanno svelato chiaramente come crudeltà e condizioni igienico-sanitarie disastrose siano la norma in questi allevamenti intensivi. Inoltre, come riportato dalla stampa locale, il territorio bresciano conta solo 15 veterinari per quasi 2 mila allevamenti, rendendo di fatto impossibile il controllo di tutti gli stabilimenti. I numeri quindi, non le opinioni, vanno in netto contrasto con quello che affermano le organizzazioni di categoria, che senza fornire numeri nè prove dichiarano invece che l’Italia sia una “eccellenza” anche in fatto di controlli. Confagricoltura Brescia e Coldiretti Manerbio preferiscono nascondersi dietro parole vuote invece di ammettere che questi casi in Italia (soprattutto nel Nord Italia delle “eccellenze”)  esistono e sono sistematicamente nascosti agli occhi dei consumatori attraverso campagne pubblicitarie non veritiere. È forse quella delle pubblicità la realtà secondo i produttori?”.

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