Allevamento lager nel manerbiese: il video denuncia di Animal Equality

Allevamento lager nel manerbiese: il video denuncia di Animal Equality
Bassa, 23 Luglio 2019 ore 14:48

Maiali maltrattati, rinchiuse in gabbie strette, luoghi angusti e infestati da topi e parassiti. Carcasse di cuccioli e suini ammucchiate, a volte putrefatte. Sono le immagini contenute nel video shock realizzato da Animal Equality, organizzazione internazionale per la protezione animale, in collaborazione con il Tg2, all’interno di uno stabilimento nelle campagne di Manerbio con migliaia di maiali. I proprietari dell’allevamento sono stati denunciati alla Procura di Genova, che si è poi rivolta a quella di competenza.

L’indagine

Per quattro mesi, tra febbraio e aprile 2019, una squadra investigativa di Animal Equality è entrata in un allevamento di maiali attivo nelle campagne manerbiesi. “In pieno contrasto con tutto quello che viene concepito come benessere animale, gli investigatori hanno trovato una situazione igienico-sanitaria preoccupante, con infestazioni di parassiti, insetti e topi, cadaveri di maiali abbandonati in decomposizione, animali morenti e agonizzanti nei corridoi esterni e scrofe in gabbia ferite e con piaghe da decubito – hanno raccontato dall’organizzazione – È evidente quindi come manchino del tutto controlli adeguati e tempestivi all’interno degli allevamenti intensivi italiani”. Per tutti questi motivi, Animal Equality ha denunciato i proprietari dell’allevamento e ne chiede la chiusura immediata. “Ancora una volta infatti emerge chiaramente come l’immagine idilliaca che spesso viene mostrata dagli allevatori contrasta nettamente con la realtà, una realtà fatta di abusi terribili e sofferenze”.

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In Procura

Animal Equality ha documentato la situazione con video e fotografie, consegnate alla Procura di Brescia all’interno di una denuncia formale nei confronti dei proprietari dell’allevamento. Con l’investigazione inoltre è stata lanciata una petizione sul sito https://campaigns.animalequality.it/inferno-maiali-tg2/ rivolta al Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio e al Ministro della Salute Giulia Grillo allo scopo di chiudere questo allevamento e chiedere maggiori controlli. “Le condizioni di questi animali infatti sono inaccettabili per chiunque e pericolose per i consumatori, che hanno il diritto di conoscere la realtà che si cela dietro questi luoghi In Italia sono più di 8 milioni i maiali che vengono allevati ogni anno negli allevamenti intensivi, di cui quasi 4 milioni solo in Lombardia – hanno continuato – Più di 500mila scrofe invece sono costrette a passare quasi tutta la vita tra le sbarre delle gabbie, senza poter esprimere alcun comportamento naturale, potersi muovere e accudire i propri cuccioli”.

“Servono più controlli”

Un’orrore, quello documentato dagli animalisti, che andrebbe a macchiare la reputazione dell’industria bresciana, raccontata sempre come una eccellenza del made in Italy.  “Grazie a questa nostra investigazione emergono chiaramente tutti gli orrori di questi allevamenti ed è per questo che le istituzioni devono assumersi la responsabilità di rispondere in modo adeguato – ha affermato Matteo Cupi, Direttore Esecutivo di Animal Equality Italia – Le nostre immagini mostrano le sofferenze a cui sono costrette le scrofe in gabbia, madri che non possono accudire i propri cuccioli e muoversi liberamente per la loro breve vita. Le gabbie sono un sistema arcaico e ingiusto, che va dismesso il prima possibile, come stiamo chiedendo insieme ad altre 140 associazioni promotrici della petizione europea End the cage age. Bisogna muoversi tempestivamente per chiudere allevamenti come questi, che comportano sofferenze immense per gli animali. Abbiamo denunciato questo allevamento e seguiremo da vicino la vicenda. Servono più controlli, e servono ora”.

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