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un secolo

Importante traguardo, Pierina Ramera ha spento le sue prime cento candeline

La coccagliese classe 1922 ha festeggiato (a distanza) con i parenti alla Rsa della fondazione Marzocchi.

Importante traguardo, Pierina Ramera ha spento le sue prime cento candeline
Attualità Sebino e Franciacorta, 07 Gennaio 2022 ore 15:40

«Cento anni e non li ho visti». Con queste parole, pronunciate rigorosamente in dialetto bresciano, Pierina Ramera ha tagliato il traguardo del secolo. Coccagliese classe 1922, la sua è la «fibra» dei nati alla fine della Grande Guerra e dei giovani cresciuti durante un conflitto peggiore del precedente, quando il freddo era davvero freddo e la fame ti teneva sveglio durante la notte, i boati dei bombardamenti risuonavano nei campi e lungo i fossi e le famiglie vivevano riunite in cascina e lavoravano insieme la campagna, come insegna «L’albero degli zoccoli».

Madre di sette figli

Figlia di mezzadri, Pierina fin da piccola si è rimboccata le maniche per dare una mano ai genitori prima e al marito poi. Aveva 19 anni quando, in tempo di guerra, ha sposato Angelo Donghi (mancato 38 anni fa), da cui ha avuto sette figli: Maria, scomparsa da piccolissima a causa di una polmonite, Pietro, Lucia, Francesca, Enrica, Nelide e Roberto.

 

«Nostro padre era un alpino e, tornati dalla guerra i due fratelli, lo hanno richiamato - hanno raccontato i figli - É stato fatto prigioniero per due anni in Germania. Quando ha avuto il permesso di tornare a casa per il funerale della primogenita Maria, i suoi commilitoni sono partiti per la Russia e non sono più tornati». Rientrato a Coccaglio, Donghi ha seguito le orme dei famigliari, curando la campagna e gli animali, aiutato dalla moglie e poi dai figli. «Eravamo ragazzi di campagna - hanno ricordato - Nel 1950 ci siamo trasferiti in una cascina in paese. Sono stati anni difficili e ancora oggi nostra madre si emoziona pensando a quante ne ha passate».

Una vita semplice ma felice

La vita all’epoca non era facile, non c’erano le comodità di oggi. Ci si lavava nel catino e ci si scaldava nella stalla, perché la poca legna a disposizione altrimenti non sarebbe bastata per finire l’inverno.

«Il primo elettrodomestico che ha acquistato è stato il frigorifero - hanno raccontato - Lo teneva in sala con il lucchetto, come si usava una volta, ma non ci è mai mancato il cibo in tavola. Poi è arrivata la lavatrice: aveva un tale senso del riciclo e dell’evitare gli sprechi che ne riutilizzava l’acqua calda per lavare altre cose. Un tempo la famiglia era una piccola economia circolare e tutti dovevano fare la loro parte per contribuire».

A testimonianza della sua «fibra» di ferro, Pierina ha sconfitto il Covid dopo soli due giorni di febbre e, vaccinata per tre volte, non ha avuto alcun sintomo collaterale.

Una grande festa

Nonostante le restrizioni causa pandemia, per festeggiare l’importante traguardo della coccagliese mercoledì 5 gennaio nel pomeriggio non potevano mancare una maxi torta e i dolci per tutti gli ospiti della Rsa della fondazione Mazzocchi di Coccaglio, regalati dai figli per celebrare il compleanno dell’inarrestabile mamma e nonna, ospite della struttura dal 2018. Non potendo raggiungerla in Casa di riposo, la sorella con il cognato, i figli e i numerosissimi nipoti e pronipoti (quando, prima del Covid, la famiglia si riuniva per i festeggiamenti erano più di quaranta) l’hanno chiamata e videochiamata per farle gli auguri e per un abbraccio virtuale.

«Pensando ai cento anni della signora Pierina provo emozione: ha attraversato le vicende tristi e felici di un secolo della nostra storia e non si è certamente risparmiata - ha dichiarato il sindaco, Alberto Facchetti, in un video messaggio indirizzato alla decana con gli auguri da parte di tutta l’Amministrazione - Ha vissuto in anni in cui erano richieste fatiche e sacrifici per vivere e crescere dignitosamente la famiglia. Oggi è ricambiata dall’amore e dalle cure dei suoi cari e della comunità, tramite la fondazione Mazzocchi. La sua festa di compleanno è la celebrazione della vita, importante in tutte le sue stagioni. Con la sua presenza trasmette ai giovani un patrimonio di tradizioni e valori culturali e religiosi importanti. La sua presenza è un dono per tutti: è esempio di vita, di gioia di vivere e ci ripromettiamo di fare tesoro della sua testimonianza».

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