Cadono i vincoli per Villa Rosa: meno lacci urbanistici per chi vive nel centro storico di Manerbio.
La decisione della Soprintendenza
Un risultato atteso da anni, finalmente ridefiniti i vincoli nell’area di Villa di Rosa. A deciderlo la Soprintendenza che ha «ritoccato» i confini del vincolo, con l’integrale tutela del complesso storico e delle sue pertinenze, ma con l’esclusione delle aree ormai da tempo urbanizzate: «Più certezza e meno limiti per i cittadini» queste le parole soddisfatte degli amministratori.
Ma di cosa si tratta? La nuova perimetrazione del vincolo concentra la tutela sui beni che rivestono un effettivo e diretto interesse storico e monumentale: la Villa con il suo giardino, la cascina pertinenziale posta a ovest, il viale alberato con i campi laterali, la chiesetta di via San Faustino e l’area retrostante la Villa. Contestualmente vengono escluse dall’area vincolata la zona edificata a sud della Strada dei Roncagnani e l’area a ovest di proprietà dell’Azienda Ospedaliera, ormai da decenni completamente urbanizzate e priva di un rapporto funzionale e percettivo con il complesso monumentale.
Cadono i vincoli per Villa Rosa
L’Amministrazione aveva evidenziato come, nel corso degli ultimi cinquant’anni, l’assetto urbanistico dell’area si fosse profondamente trasformato; a partire dagli anni Settanta, infatti, il Comune ha approvato strumenti urbanistici, piani di lottizzazione e numerosi interventi edilizi, quasi sempre accompagnati dai pareri favorevoli della Soprintendenza, determinando la formazione di un tessuto residenziale ormai consolidato e definitivamente distinto dal contesto storico della Villa. La ridefinizione del vincolo prende atto di questa realtà, preservando integralmente i valori storico-culturali del complesso monumentale senza estendere inutilmente i vincoli ad aree che, per effetto delle trasformazioni intervenute nel tempo, non contribuiscono più alla percezione e alla leggibilità del bene tutelato.
«L’Amministrazione comunale accoglie con grande soddisfazione il provvedimento dello scorso luglio, con cui il Ministero della Cultura, attraverso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia, ha ridefinito il vincolo diretto relativo a “Villa Di Rosa” e alla sua area di pertinenza – hanno fatto sapere dal Comune – Il provvedimento, che recepisce integralmente l’impostazione proposta dal Comune, rappresenta un risultato di straordinaria importanza, frutto di un lungo e approfondito lavoro di ricostruzione storica, giuridica e urbanistica, volto a coniugare la tutela del patrimonio culturale con le legittime esigenze dei cittadini e del territorio».
Un traguardo reso possibile dal dialogo tra più protagonisti:
«Il risultato ottenuto consentirà finalmente di superare una situazione che negli ultimi anni aveva creato notevoli difficoltà ai proprietari degli immobili ricompresi nell’area vincolata, costretti ad affrontare procedure particolarmente lunghe e complesse anche per banali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, con inevitabili ripercussioni anche sulla possibilità di trasferire gli immobili – hanno spiegato – La nuova delimitazione del vincolo restituisce certezza normativa e proporzionalità amministrativa, eliminando un appesantimento procedurale che non trovava più giustificazione nell’effettiva esigenza di tutela del bene monumentale».
Parole di grande soddisfazione
«Esprimiamo grande soddisfazione per un risultato che rappresenta un importante punto di equilibrio tra la salvaguardia del nostro patrimonio storico e dei diritti dei cittadini – queste le parole del sindaco che ferma la delega all’Urbanistica Paolo Vittorielli – La tutela dei beni culturali è un valore imprescindibile, ma deve essere esercitata in modo coerente, proporzionato e aderente alla realtà del territorio. Oggi viene riconosciuto un principio di buon senso: proteggere ciò che realmente costituisce il patrimonio storico da conservare, senza imporre vincoli non più giustificati ad aree che, da oltre mezzo secolo, hanno assunto una diversa identità urbanistica. Desidero esprimere il più sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo importante risultato, a partire dall’Ufficio Tecnico comunale, nelle persone della responsabile, l’architetto Francesca Galoforo e del geometra Roberto Carrera , che ha svolto un articolato e prezioso lavoro di carattere tecnico e documentale. Un ringraziamento particolare va inoltre alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, nella persona del soprintendente architetto Giuseppe Stolfi e dell’architetto Alessandra Chiapparini , funzionario architetto e funzionario di zona per la Bassa bresciana e la Bassa bergamasca, con la quale si è instaurato un costante, costruttivo e proficuo confronto. A tutti loro va la nostra sincera gratitudine per la competenza, la disponibilità e lo spirito di collaborazione dimostrato nel corso dell’intero percorso, che hanno contribuito in maniera significativa al raggiungimento di questo importante obiettivo».