Calcinatello

Nuovo blitz al campo nomadi: tra sicurezza, degrado e paradossi

Negli anni Duemila era una delle principali piazze di spaccio della cocaina nella Bassa. Innumerevoli i tentativi di riqualificarlo, sempre a vuoto

Nuovo blitz al campo nomadi: tra sicurezza, degrado e paradossi

Maxi operazione dei carabinieri giovedì mattina al campo nomadi di via Campagna, a Calcinatello. Dalle prime ore del mattino l’area è stata circondata da una decina di mezzi dell’Arma, con il supporto dell’elicottero che ha sorvolato la zona per diverse ore. Sul posto militari della stazione di Calcinato, della Compagnia di Desenzano e del comando provinciale di Brescia.

Il blitz dei carabinieri a Calcinatello

Durante il blitz oltre all’identificazione di 5 uomini, 4 donne e 15 minori, le operazioni si sono concentrate tra roulotte, casette e strutture sorte negli anni nell’area di via Campagna, storicamente al centro di problemi legati a spaccio, abusivismo e reati contro il patrimonio. Al momento non sono stati comunicati ufficialmente gli esiti dell’operazione né eventuali arresti o sequestri, ma il dispiegamento di uomini e mezzi conferma l’attenzione investigativa su una zona che da oltre vent’anni rappresenta uno dei punti più critici del territorio di Calcinato sotto il profilo della sicurezza. Anche se si finge di non vedere.

Una delle principali piazze di spaccio

Negli anni Duemila il campo di Calcinatello era diventato  una delle principali piazze dello spaccio della Bassa bresciana soprattutto per la cocaina. Le inchieste dell’epoca descrivevano un continuo via vai di clienti provenienti anche da fuori provincia, favoriti dalla vicinanza con l’autostrada A4 e con l’area di servizio Campagnola. Lo spaccio avveniva spesso direttamente davanti alle roulotte o lungo via Campagna, senza nemmeno uscire dall’autostrada. Nel 2011 la vicenda del campo esplose con prepotenza a livello mediatico dopo la morte per overdose di una ragazza e il successivo omicidio del diciottenne romeno Ionut Iamandita, ucciso all’interno del campo dal padre di lei, convinto che la droga acquistata lì avesse portato alla morte della figlia. Nei mesi successivi i carabinieri effettuarono ulteriori blitz antidroga, trovando cocaina nascosta tra le abitazioni abusive. Scattarono arresti e varie custodie cautelari ma il problema rimase.

Il nodo dello sgombero

Da allora le operazioni delle forze dell’ordine si sono ripetute ciclicamente, tra sequestri, denunce, controlli edilizi e verifiche sanitarie. Anche i cantieri Tav, che hanno modificato profondamente tutta la viabilità della zona, compreso quella del canile, non hanno invece interessato l’area abusiva dei nomadi.
Il nuovo blitz riporta ora al centro il tema mai risolto dello sgombero dell’area. Una richiesta avanzata più volte nel corso degli anni anche sul piano politico, ma mai concretizzata ma soprattutto in questo momento un tema che molti considerano un paradosso difficile da accettare. Per oltre vent’anni il campo di via Campagna è finito ripetutamente nelle cronache tra spaccio, furti, abusivismo, degrado e continui interventi delle forze dell’ordine. Una realtà conosciuta da tutti, monitorata da anni, eppure mai realmente risolta.

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