Calo dei voli transatlantici: a rischio il mercato turistico USA, uno dei più strategici per il Garda.
I numeri
Estate 2026, secondo le più recenti analisi di settore si registra un primo rallentamento europeo della domanda da e per gli Usa: in particolare, secondo i dati elaborati da Cirium, le prenotazioni dei voli dall’Europa verso gli Stati Uniti hanno registrato un calo del 15,34% su base annua, di poco inferiore la contrazione dei flussi nella direzione opposta, pari all’11, 19% a cui si aggiungono dati sempre a livello internazionale che parlano di una flessione compresa fra il -14 e il -7% sulle tratte transatlantiche.
La scenario internazionali e il calo dei voli transatlantici
La crisi globale del carburante aereo, come è facile immaginare, influenza in modo importante questo scenario: forti, infatti, sono le pressioni sui costi operativi delle compagnie. Il prezzo del jet fuel ha registrato incrementi fino a doppia cifra percentuale negli Stati Uniti e in Europa, con conseguenti rincari dei biglietti. Lo scenario internazionale, come se non bastasse, fa emergere inoltre criticità anche sul fronte dell’approvvigionamento e della connettività globale. Da tenere presente, inoltre, che una fetta importante dei collegamenti intercontinentali verso Europa e Italia transita attraverso hub come Doha, Dubai e Abu Dhabi. Ed è proprio in questi scali, soprattutto nell’area del Golfo, che si registrano disfunzioni operative che stanno frenando anche i flussi porvenienti dai mercati orientali accentuando in modo importante le difficoltà del sistema. Il risultato? Da un lato si assiste ad un ritorno del turismo di prossimità proveniente da Lombardia e Veneto, un po’ come accaduto durante il periodo pandemico, insieme alla tenuta dei mercati europei tradizionali; dall’altro emergono segnali di rallentamento nei flussi a lungo raggio.
L’impatto sul turismo nel Bresciano
Come ormai sappiamo gli americani sono sempre più innamorati del lago di Garda, non si tratta solo di una suggestione romantica ma di un dato di fatto confermato dai numeri: ogni anno il turismo statunitense genera sulle sponde del bacino lacustre benacense qualcosa come 180mila presenze. A delineare nel dettaglio il rapporto tra Usa e Garda è Andrea Maggioni, vice presidente nazionale Fiepet Confesercenti e Confesercenti Lago di Garda:
“Un mercato ancora relativamente contenuto nei volumi (circa il 2% degli arrivi), ma tra i più dinamici e con caratteristiche qualitative di altissimo livello. Nel 2024, gli 8,1 milioni di turisti statunitensi arrivati in Italia hanno generato 6,4 miliardi di euro di spesa, confermando il peso strategico di questo bacino.
Il valore del mercato USA emerge in modo ancora più netto osservando i comportamenti di spesa: 447 dollari di spesa media giornaliera, oltre il doppio rispetto al turista tedesco, e permanenza media più lunga (3–4 giorni sul Garda, fino a 10 nei viaggi intercontinentali) – ha spiegato – Questo significa che ogni turista americano genera come minimo circa 1.500–1.800 euro di spesa diretta sul territorio. A rafforzare ulteriormente questo quadro contribuisce il dato sullo shopping turistico: la Lombardia è la prima regione italiana per tax free shopping, con il 47% del valore nazionale, seguita dal Lazio con il 22%”.“All’interno di questo scenario, in provincia di Brescia il 17% del tax free è generato da turisti statunitensi, seguiti dai Paesi arabi (11%) e dal Regno Unito (10%), a conferma del ruolo centrale del mercato USA anche nei consumi ad alto valore aggiunto. Inoltre, nel segmento dell’ospitalità di alta gamma (5 stelle), gli Stati Uniti si collocano tra i primi tre mercati per capacità di spesa, rendendoli fondamentali per il posizionamento premium del Garda.
Accanto alle criticità legate al trasporto aereo, si sommano variabili macroeconomiche rilevanti:
– indebolimento del dollaro, che rende l’Europa più costosa
– maggiore cautela anche tra i redditi alti (studio di Deloitte 2026)
– tensioni geopolitiche e clima di incertezza globale
– riduzione della mobilità internazionale e delle prenotazioni anticipate
La riduzione dei flussi USA ha un impatto economico molto più elevato rispetto ad altri mercati. Perdere anche solo il 10% delle presenze americane in provincia equivale a una contrazione stimabile tra 22 e 27 milioni di euro di spesa diretta, non compensabile con mercati a minore capacità di spesa. Una riduzione dell’accessibilità e un aumento dei costi di viaggio rischiano quindi di tradursi non solo in un calo delle presenze, ma soprattutto in una perdita significativa di valore economico per il territorio, solo in parte compensata dal ritorno dei flussi di prossimità”.
In evidenza un’immagine creata con l’intelligenza artificiale.