Chiari

Il nuovo ospedale di Chiari s’ha da fare: anche la Regione verso il “Sì”

Se non è un sì, poco ci manca. Ieri l'assessore Guido Bertolaso ha parlato del progetto durante una visita istituzionale all'Asst Franciacorta

Il nuovo ospedale di Chiari s’ha da fare: anche la Regione verso il “Sì”

Se non è un sì, poco ci manca. Il nuovo ospedale di Chiari s’ha da fare, parola nientemeno che dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, che ieri ha fatto tappa in città per un sopralluogo alla nuova sede della Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza (NPIA) e Disabilità di Chiari, e per la presentazione di due interessanti progetti realizzati in rete dall’Asst Franciacorta e dall’Asst del Garda: la «nuova» breast unit per la cura dei tumori al seno, e il robot chirurgico allocato a Manerbio, al servizio di un’area che comprende tra il Sebino e il Garda qualcosa come 120 Comuni e 650mila abitanti su oltre 2700 chilometri quadrati.

Bertolaso in visita a Chiari:  “Ho cambiato idea: ci sono molti elementi a sostegno di un ospedale nuovo”

Fulmen in cauda, è stato tuttavia il finale del lungo intervento dell’assessore regionale in sala Repossi a strappare più di un applauso soddisfatto, tra il foltissimo pubblico di politici locali, medici e tecnici che affollava la sala. Bertolaso ha infatti parlato dello studio di fattibilità che il Politecnico di Milano ha realizzato negli ultimi mesi, per valutare la possibilità di costruire un nuovo ospedale al servizio dell’intero Ovest bresciano: un progetto mastodontico, che risolverebbe definitivamente i noti problemi logistici del «Mellino Mellini», scrivendo una nuova pagina del tutto nuova nella storia della Sanità locale.

A lanciare l’idea, nei mesi scorsi, era stata la stessa Asst Franciacorta guidata dalla direttrice generale Alessandro Bruschi. Punto di forza del progetto, la collocazione in un’area già di proprietà dell’Asst, in via Madonna di Caravaggio, e la vicinanza a Brebemi. Soprattutto, però, a contare è stata la compattezza politica di tutto l’Ovest, espressa da un’accorata lettera firmata da tutti e 44 i sindaci della zona, nessuno escluso.

L’ospedale Mellino Mellini di Chiari oggi

I guai (irrisolvibili) del Mellini: troppo vecchio per la sanità di oggi

«Per chi ha l’occhio clinico è chiaro che sull’ospedale attuale, considerate anche le nuove esigenze sanitarie, bisogna chiedersi cosa fare… – ha esordito Bertolaso, dopo un tour guidato dal board dell’Asst attraverso le strutture decisamente datate, per quanto performanti, del Mellini – Per questo abbiamo affidato nei mesi scorsi uno studio di fattibilità ai migliori in Italia: i tecnici del Politecnico, che già lavorano per tutta Europa».

«Inizialmente pensavo che mettere a posto l’esistente poteva essere la soluzione migliore – ha ammesso l’assessore – Ma quando ho letto lo studio, che ora dovrà essere approvato dalla Giunta regionale, devo dire che ho cambiato idea. Ristrutturare il Mellini o costurire un nuovo ospedale, più o meno, sono infatti due opzioni che costerebbero più o meno la stessa cifra. E se consideriamo che il nuovo sarebbe vicino all’autostrada, che il terreno è già di proprietà dell’Asst, e tutta una serie di altri aspetti, devo dire che ci sono elementi che vanno a vantaggio dell’ipotesi di costruire un ospedale nuovo».

Cosa succede ora

Un lessico cauto, certo. Ma pur sempre un (quasi) sì, da parte del numero uno in assoluto della Sanità lombarda.
Cosa succederà ora? Calma e gesso: il cantiere è ancora lontano, e passare dalle parole ai fatti non sarà una passeggiata. Una volta che gli esiti dello studio di fattibilità del Politecnico saranno presentati alla Giunta regionale, la parola passerà alla politica. Se passerà la linea dell’assessore, gli uffici di Regione dovranno imbastire (probabilmente) un accordo di programma con tutti gli enti coinvolti, dal Comune in su. D’altra parte, non si tratta di noccioline. «Vuoto per pieno, un primo preventivo parla di circa 230 milioni di euro – ha spiegato Bertolaso – Non una cifra enorme, ma comunque importante. E si tratta di risorse che dovrebbero essere trovate all’interno di una pianificazione quinquennale. Credo però di poter dire che, al termine di questo inevitabile percorso burocratico, che il nuovo ospedale si farà». E allora, condizionali a parte, l’Asst Franciacorta potrà davvero stappare un’enorme bottiglia. Bollicine, chiaramente.

 

Le reazioni

Sulla vicenda sono arrivate già nel corso della giornata di ieri le prime reazioni. Tra i primi a intervenire l’ex sindaco di Chiari, ora consigliere regionale del Misto, Massimo Vizzardi, che era presente alla presentazione insieme a tutta la rappresentanza bresciana al Pirellone.

“Non abbiamo pregiudiziali ideologiche: quando ci verrà consegnato ufficialmente l’elaborato lo esamineremo nel dettaglio, valutando attentamente tutti i passaggi tecnici – ha scritto – L’unico criterio che deve guidare la scelta è quello della soluzione migliore per il territorio, per le cittadine e i cittadini, per le donne e gli uomini che ogni giorno si rivolgono all’ospedale . Allo stesso tempo, è evidente che esistono aspetti non secondari legati alle ricadute sull’area attuale e sul contesto urbano, che andranno approfonditi con grande attenzione. Siamo presenti, seguiamo il dossier con responsabilità e continueremo a dire la nostra in ogni sede istituzionale. Si parla di un investimento importante, nell’ordine dei 230 milioni di euro: una scelta di questa portata richiede serietà, trasparenza e una valutazione complessiva nell’interesse dell’intera comunità”.