«Una riflessione profonda e di un desiderio ormai maturato da svariati annı, ossia quello di veder riconosciuta, anche formalmente, una parte essenziale della mia identità familiare». E’ questo il motivo dell’istanza, presentata da Andrea, un cittadino nato a Desenzano del Garda, pubblicata dalla Prefettura di Brescia. Con questa richiesta, da nipote, ha chiesto di aggiungere al proprio anche il cognome del nonno materno morto negli ultimi mesi: Andrea Calubini, storico imprenditore di Salò (nella foto).
In memoria del nonno, Andrea Calubini
«Dopo il divorzio dei miei genitori, ormai circa 20 anni fa, ho trascorso buona parte della mia vita quotidiana con mia madre, la quale è stata per me una presenza fondamentale con la quale ho costruito un legame affettivo molto forte e che ha avuto un ruolo centrale nella mia crescita personale e nella formazione dei miei valori» spiega Andrea. A questi motivi, se ne aggiungono altri che sono legati alla figura del nonno, noto imprenditore che ha lasciato il segno a Salò e in generale in provincia di Brescia. Stimato imprenditore, il patron di Intergreen allo stabilimento Pbr (Piattaforma Bresciana Recuperi) di Maclodio, è mancato questa primavera, a 83 anni. Ha lasciato in eredità alla sua terra una realtà bresciana all’avanguardia nel trattamento, bonifica e recupero di rifiuti industriali speciali pericolosi e non pericolosi.
«Il suo modo di essere ha avuto un’influenza profonda su di me, sia nel modo di approcciarmi alla vita di tutti i giomi sia nella mia vita professionale». «È stato per me – prosegue – una guida ispirante nei comportamenti e nei principi che ha incarnato, non solo nella sfera privata famigliare, ma anche per il contributo concreto che ha dato al territorio in cui è vissuto. L’aggiunta del cognome materno al mio attuale cognome rappresenterebbe per me un atto di riconoscimento sentito e sincero verso due figure che hanno avuto un ruolo determinante nella mia crescita. Non si tratta per me solo di una scelta formale, ma di un passo che desidero compiere per onorare la parte di storia familiare che mi ha formato nel profondo».
Un imprenditore pionieristico
Del resto, Andrea Calubini è stato un pioniere. Il suo, è stato il primo impianto in Italia a raccogliere e trattare i rifiuti allo scopo di rimettere in commercio la parte di materiale di cui è possibile il recupero come materia prima per l’edilizia. Nel 2017 realizzò un progetto pilota per la coltivazione di verdure e spezie attraverso un sistema idroponico per produrre tutto l’anno anche in vista dei cambiamenti climatici. L’attenzione si focalizzò inizialmente sullo zafferano e in seguito, in collaborazione con l’Università degli studi Milano, è nato il primo fiore di zafferano nel laboratorio sperimentale per l’idrocoltura di verdure.