L'inchiesta dei ragazzi dell'Antonietti

Ma quanto sono #social gli over 50 – INCHIESTA E INTERVISTE VIDEO

Gli studenti di 4I liceo scientifico scienze applicate, nell'ambito del project work avviato con la redazione di Chiariweek, hanno sviluppato un'inchiesta davvero interessante corredata da interviste video.

Sebino e Franciacorta, 21 Febbraio 2020 ore 07:56

Il fenomeno dei social network fra gli adolescenti viene ampiamente studiato, ma meno noto è l’utilizzo che ne fanno i meno giovani. A distanza di sedici anni dal lancio di Facebook sul mercato (era il 4 febbraio del 2004), che utilizzo ne fanno gli adulti? Quali altri social network sono diffusi fra gli over 50? E quali sono le piattaforme maggiormente sfruttate?

I social network e gli ultra cinquantenni: indagine a campione

L’indagine degli studenti dell’Antonietti di Iseo, concentratasi sulle fasce d’età al di sopra dei 50 anni, ha rivelato che il 73% dei 108 intervistati totali (di cui 52 uomini e 56 donne residenti tra il Sebino, la Franciacorta e la Bassa bresciana) sfrutta almeno un social network. Si può dire che tutti (il 99%) siano collegati attraverso smartphone, ma le ore di utilizzo variano da individuo a individuo, soprattutto in relazione alla fascia d’età.

Tra gli uomini e le donne di età compresa fra i 50 e i 60 anni, il 30% utilizza i social network per meno di un’ora al giorno, mentre la maggior parte (56%) li utilizza tra una e due ore; solo il 15% rimane online per più di due ore.
Degli intervistati di età compresa fra i 60 e i 70 anni il 52% sfrutta i social media per meno di un’ora al giorno, mentre il 34% se ne serve per un intervallo di tempo compreso tra un’ora e due. I restanti utilizzano le piattaforme per oltre due ore. Infine, tra gli over 70, il 75% degli intervistati chatta meno di un’ora e il restante 25% tra una e due ore.

Analizzando i dati è emerso che…

Come prevedibile, in relazione all’età varia anche il numero di persone che utilizzano i social: tra i 50 e i 60 anni l’86% sfrutta almeno un social, tra i 60 e i 70 si scende al 78%, mentre tra gli over 70 solo il 22% utilizza un social network. Inoltre, tra i 50 e i 70 anni, uomini e donne utilizzano i social in proporzione pressoché identica, mentre tra gli over 70 sono le donne le più attive (30%, contro il 12% degli uomini).

Il social network più popolare è WhatsApp, utilizzato dal 75% degli uomini intervistati e dal 70% delle donne, anche se, tra chi usa almeno una piattaforma, sono le donne a essere più social, dal momento che sono più attive rispetto agli uomini anche su altri siti. Tra i più utilizzati ci sono Facebook, sfruttato dal 46% degli uomini contro il 65% delle donne, e Instagram, utilizzato dal 26% degli uomini e dal 30% delle donne. Nonostante ciò, gli uomini sono più tecnologici, dal momento che il 20% rimane collegato ai social, oltre che mediante smartphone, anche attraverso tablet, e il 22% anche attraverso Pc, mentre tra le donne solo il 13% utilizza tablet e l’11% il Pc.

Gli scopi di utilizzo sono numerosi, ma rimangono pressoché immutati al variare dell’età e del sesso. Comunicazione e svago sono le principali motivazioni: entrambe le risposte sono state date dal 70% degli utenti intervistati, mentre il 48% ha risposto che li usa per lavoro o informazione.

Social network sì o no? La parola all’esperto

Che impatto hanno i social sulle persone? E’ una professoressa di Teoria della comunicazione del Golgi di Brescia, esperta in psicologia e sociologia, a cercare di rispondere a questa domanda.

“I social network non sono che una gigantesca rete sociale, con aspetti sia positivi che negativi. Se in passato questa rete era costituita da persone connesse tra loro da vincoli affettivi e professionali, oggi si è ridotta a uno spazio digitale, composto da relazioni virtuali e da condivisioni di elementi digitali, come lo scambio di informazioni, fotografie e video. In qualche modo i social media hanno influenzato la forma mentis delle persone. Si tende più facilmente alla distrazione, sono diminuite la pazienza all’ascolto e la concentrazione, mentre l’arte della parola ha perso la sua forza. Mancano specialmente i confronti diretti tra le persone. Nei social viene meno l’interazione “reale” tra gli individui, data da tutti quegli elementi che compongono la comunicazione non verbale». Mancano la mimica facciale, la gestualità, la postura, il contatto, lo sguardo”.

Tutti i video, le interviste e gli articoli qui pubblicati sono stati realizzati dagli studenti di 4I Lssa dell’Antonietti nell’ambito del Project work con il Chiariweek. Il servizio con l’inchiesta completa è disponibile sul Chiariweek in edicola da oggi, venerdì 21 febbraio.

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