Valle Seriana

Gandino, nobile dentro

Un antico borgo medievale, immerso nel verde delle Orobie, figlio di una storia suggestiva e forte di una socialità dinamica e solidale.

Gandino, nobile dentro
Turismo 09 Dicembre 2020 ore 11:57

Un antico borgo medievale, immerso nel verde delle Orobie, figlio di una storia suggestiva e forte di una socialità dinamica e solidale. Posto a 550 metri sul livello del mare, Gandino è fra i maggiori centri della Valle Seriana (provincia di Bergamo), cresciuto nel ‘600 grazie ai ricchi commercianti di pannilana che da qui percorrevano le vie della Mittel Europa, raggiungendo Fiandre, Baviera e territori d’Oltralpe.
Numerose sono le testimonianze dell’impianto medievale, con palazzi e chiese del XV-XVII secolo. Una passeggiata nel centro storico è l’occasione per ammirare un susseguirsi di palazzi, chiese e torri, tra cui spiccano il quattrocentesco Palazzo del Vicario (oggi palazzo comunale), con la sua tradizionale struttura porticata dei broletti lombardi, e il palazzo del Salone della Valle.
Numerose sono anche le dimore delle antiche famiglie laniere che dal XV al XVIII secolo resero Gandino celebre in tutta Europa.

Fra arte ed eventi

La Basilica barocca di Santa Maria Assunta, cresciuta in epoca seicentesca, è uno dei maggiori monumenti della provincia di Bergamo. La scenografica facciata preannuncia il fasto delle decorazioni interne e degli arredi che fanno della Basilica un vero e proprio scrigno di arte sacra.
La chiesa di San Mauro annessa al Convento delle Orsoline conserva una preziosa reliquia: il saio di San padre Pio da Pietrelcina, giunto a Gandino negli anni ’40. Le tele, i paramenti sacri, i pizzi, gli ori e gli argenti che costituiscono il corredo della Basilica, sono custoditi nel vicino Museo di Arte Sacra, che nel suo genere è tra i più importanti al mondo. Due particolari sezioni del Museo sono dedicate all’Arte tessile e ai Presepi, con oltre 700 ricostruzioni della Natività provenienti da ogni angolo del pianeta.
La storia, la fede e la tradizione gandinesi rivivono ogni anno in numerose occasioni. La Processione del Corpus Domini si snoda lungo le vie del centro storico, addobbato con le tipiche sandaline multicolori che identificano i diversi rioni. A caratterizzare la processione è la presenza delle antiche Confraternite in divisa.
Profondamente sentito è il Sacro Triduo dei Morti, che si tiene a cavallo della seconda domenica di Quaresima e vede allestita in Basilica la maestosa Raggiera, opera lignea dei Caniana. Unica e originale è la Corsa delle Uova, che si disputa fra Piazza Vittorio Veneto e Fiorano al Serio il venerdì antivigilia della prima domenica di luglio. Una s da nata per la scommessa fra due diciottenni nel 1931, che coinvolge il pubblico in una sagra paesana e si conclude con una gigantesca frittata.

Due Musei, mille tesori

A pochi passi dalla monumentale Basilica di S. Maria Assunta, Gandino propone due distinte sedi museali, destinate a raccogliere una serie infinita di preziosi tesori.
Il Museo della Basilica fu inaugurato nel 1929 (supportato fra gli altri da mons. Angelo Roncalli poi Papa Giovanni XIII). Conserva principalmente gli straordinari manufatti che i mercanti e le nobili famiglie hanno donato alle chiese gandinesi dal XV secolo ai giorni nostri. Le collezioni ospitano principalmente opere italiane, tedesche, francesi, fiamminghe, austriache e più generalmente mitteleuropee. Si possono vedere l’eccezionale copertura in argento e oro dell’altare maggiore della Basilica, le oreficerie e le argenterie, la collezione dei tessuti aulici che spazia dal ‘400 al ‘700 con decine di tipologie tessili, dieci splendidi arazzi fiamminghi del XVII secolo, una delle più importanti raccolte mondiali di merletti e ricami in oro, argento e fibra, statue e intagli lignei, lombardi ed europei, dal XV al XIX secolo, codici miniati.
Il Museo dei Presepi raccoglie oltre 700 rappresentazioni della Natività, provenienti da ogni parte del mondo. Nacque nel 1988 per volere di mons. Lorenzo Frana, gandinese che fu Osservatore della S. Sede all’Unesco a Parigi. In quel ruolo ebbe modo di raccogliere centinaia di presepi delle più disparate provenienze, dall’inestimabile valore artistico e culturale. È dedicato a S. Giovanni Paolo II, che donò al museo un prezioso esemplare ligneo brasiliano.
Info sul sito www.museobasilica.com.

La natura a due passi dal borgo

A rendere unica Gandino è il felice connubio fra il borgo monumentale, le zone residenziali periferiche ed il contesto montano, che garantisce, a due passi dal centro, escursioni a piedi o in bicicletta. Un bel percorso parte dalla località Fontanei e si sviluppa lungo il sentiero 544 che raggiunge la Valle Piana, sale al monte Sovere per arrivare alla Malga Lunga sede del Museo Rifugio della Resistenza bergamasca. Lasciando l’auto al parcheggio del monte Farno, si può invece affrontare il periplo del Farno, seguendo comodi sentieri tracciati, con aree sosta attrezzate e panoramiche.
Sul fondovalle, un bell’itinerario adatto anche alle famiglie tocca la Fonte delle Mamme e raggiunge il laghetto Corrado dove si pratica la pesca sportiva. Salendo verso Valpiana si incontra la località Fontanei, dove c’è un’importante falesia attrezzata per l’arrampicata. Lungo le piste della Montagnina si può praticare lo sci di fondo, mentre il monte Farno è ideale per il parapendio, con un’apposita Scuola. Gli appassionati di arrampicata possono cimentarsi anche sulle pareti artificiali allestite presso il Palazzetto dello Sport di Gandino-Cazzano. In località Cirano è attrezzato un campo di tiro con l’arco. In paese sono disponibili campi da tennis e calcetto in erba sintetica, campo da bocce, campo da beach volley, palestra attrezzata.

Lo Scarlatto dei Mille di Garibaldi

Gandino è dominata dalla corona montana delle Orobie, ricca di pascoli e sentieri. L’allevamento delle pecore e la lavorazione della lana hanno generato competenze di altissimo profilo. Qui, per
esempio, furono tinte le camicie rosse dei Mille. Gandino ottenne quel prestigioso “appalto” in virtù del suo rosso “scarlatto”, voluto da Garibaldi e definito di “una lucentezza insuperata”, grazie all’acqua cristallina di cui la Valle è ricchissima. La tintura destinata a colorare la storia fu avviata presso la “Tintoria degli Scarlatti” (oggi trasformata in cascina) dai fratelli Maccari, a capo di una storica famiglia di imprenditori. Nel 2011, per il 150° dell’Unità d’Italia, le Scarlatte di Gandino sono state riprodotte in tiratura limitata e la camicia numero 1 è stata donata al Presidente della Repubblica.

Scopri di più su: lecinqueterredellavalgandino.it

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