D’estate, nelle feste di paese e negli oratori, il nome di Gianfranco Brognoli gira spesso prima ancora che si accendano le luci del palco. C’è chi lo ha conosciuto ai karaoke degli anni ’80, chi lo ricorda negli spettacoli teatrali a Barco e chi lo segue oggi con l’Orchestra Gianfranco Live, tra ballo liscio, cover internazionali, musica contemporanea e balli di gruppo.

La sua storia parte da Orzinuovi, dove Gianfranco nasce nel 1963, e attraversa decenni di serate, feste di paese, oratori e palchi… Fino al 31 dicembre 2005, quando prende forma il progetto che oggi tutti conoscono come Orchestra Gianfranco Live. A raccontarci come sono andate (e stanno andando) le cose, è lui stesso: un viaggio tra ricordi, studio e la voglia di far ballare le persone “a 360 gradi”.
Com’è iniziato il tuo percorso artistico?
«Sono nato a Orzinuovi nel 1963 e il mio cammino nel mondo della musica è iniziato negli anni ’80. In quel periodo mi occupavo di organizzare karaoke e feste di paese e di oratorio. Erano serate semplici, ma lì ho capito che mi piaceva davvero stare in mezzo alla gente, creare occasioni per danzare e divertirsi, nonché far salire le persone sul palco per cantare».
Poi arrivano gli anni ’90, con il teatro e la televisione. Che periodo è stato per te?
«All’inizio degli anni ’90 ho partecipato come attore, paroliere e cantante agli spettacoli dal vivo organizzati dal Gruppo Teatrale di Barco, sotto la regia di Ettore Bonetti. In particolare ho lavorato a “La vera storia di Robin Hood” e “L’Alba dei De Urceis”, spettacoli che in seguito sono stati distribuiti anche come film. Nel 1993 ho preso parte anche al programma televisivo “Karaoke”, presentato da Fiorello, in occasione della tappa orceana della sua tournée. Sono esperienze che mi hanno dato tanta energia e la conferma che quella era la strada giusta».

Dopo queste esperienze hai continuato con l’organizzazione di eventi musicali. Di che tipo?
«Negli anni successivi ho proseguito con l’organizzazione di eventi musicali per piccoli Festivalbar locali. Erano appuntamenti che coinvolgevano il territorio, con tanti appassionati e giovani che avevano voglia di salire sul palco e mettersi alla prova.
Anche lì ho imparato molto, sia dal punto di vista artistico che da quello organizzativo».
Come nasce il passaggio al duo e poi all’orchestra vera e propria?
«Il passaggio avviene nel 2005. Dopo l’incontro con Cecilia formiamo un duo canoro: io alla voce, conga e sax, e lei al mio fianco. Per alcuni anni ci dedichiamo soprattutto a cerimonie private, karaoke e serate a tema, cercando sempre di costruire eventi su misura per chi ci chiamava. Quando lei decide di abbandonare il progetto, per me diventa naturale pensare a qualcosa di diverso. Finché decido di dare vita a un’orchestra a tutti gli effetti, specializzata nell’intrattenimento dal vivo. Ed ecco così nascere l’Orchestra Gianfranco Live».
Spesso si dice che siete partiti davvero da zero. È così?
«Sì, il percorso per arrivare a quello che è oggi l’Orchestra Gianfranco Live è stato tutt’altro che facile. Abbiamo iniziato da zero, intraprendendo questo cammino un po’ per scommessa e un po’ per gioco. Non c’erano grandi mezzi, ma c’era tanta voglia di fare. Serata dopo serata, con costanza e passione, il progetto è cresciuto, insieme al seguito del pubblico che ci ha dato fiducia».
Cosa succede dopo i primi anni di attività dell’orchestra?
«Dopo cinque anni di attività, grazie al crescente seguito, ho sentito la necessità di ampliare il gruppo e di maturare ulteriori esperienze musicali e artistiche. Negli anni successivi sono entrati in orchestra altri musicisti e altri strumenti. Questo ha permesso di arricchire il repertorio e di proporre uno spettacolo più completo, sia dal punto di vista sonoro che scenico.»
Com’è composta oggi l’Orchestra Gianfranco Live?
«Oggi, oltre a me, l’Orchestra è composta da una squadra affiatata. C’è Irene Sbardellati alla voce, Simone Merigo alla batteria, Walter Bregoli a tastiere, basso e voce, Beppe Piovani alla chitarra, voce e nel ruolo di tecnico audio, e Sandro Cremaschini alla fisarmonica e voce. È una formazione che ci permette di spaziare tra tanti generi diversi e di adattarci alle richieste del pubblico».
Nel frattempo tu hai continuato anche a studiare. Su cosa ti sei concentrato?
«Nel corso di questi anni ho studiato percussioni, in particolare la conga, e ho perfezionato lo studio del sassofono contralto. Questo mi ha aiutato a crescere come musicista e a dare un contributo più consapevole agli arrangiamenti e al suono dell’orchestra. Inoltre sono diventato autore: tra i brani a cui tengo di più c’è “Canterò per te”, che rappresenta un po’ il cuore del nostro progetto».
Avete anche inciso un album di inediti. Che esperienza è stata?
«Gli apprezzamenti e i consensi ricevuti negli anni ci hanno spinto a compiere anche questa esperienza. Gli inediti sono interamente scritti e arrangiati da me e dal maestro Walter. Il disco è stato pubblicato nel 2015 con il titolo “Canterò per te”. Per noi è stato un passaggio importante, perché significa fissare su disco il lavoro fatto sul palco, la nostra identità musicale e il legame con il pubblico che ci segue».
Se dovessi raccontare il vostro repertorio a chi non vi ha mai ascoltato, cosa diresti?
«Direi che l’Orchestra Gianfranco Live si è affermata sul territorio con un repertorio di musica sia danzante che da ascolto. Ci adattiamo alle varie esigenze e alle richieste locali, spaziando dal classico ballo liscio alle cover internazionali, passando per la musica contemporanea e i balli di gruppo. L’obiettivo è uno solo: riempire le serate di musica e allegria a 360 gradi, facendo ballare e sentire a proprio agio persone di età diverse».
Dal punto di vista pratico, quanto conta avere una struttura tecnica autonoma?
«Conta molto. L’Orchestra è munita di un proprio impianto audio e luci ed è autonoma nell’installazione scenografica. Questo ci permette di lavorare in contesti diversi, dai piccoli spazi alle feste più grandi, garantendo sempre una buona resa e una serata completa, dall’allestimento iniziale fino all’ultimo brano».
Se guardi a tutto il tuo percorso, dalle prime feste agli spettacoli di oggi, cosa ti porti dentro?
«Mi porto dentro tutte le tappe: l’organizzazione dei karaoke e delle feste di paese e di oratorio negli anni ’80, l’esperienza con il Gruppo Teatrale di Barco, la partecipazione al programma “Karaoke” di Fiorello nel 1993, i piccoli Festivalbar locali, il duo con Cecilia e poi la nascita dell’Orchestra Gianfranco Live. Ogni passaggio è stato un mattoncino che ha contribuito a costruire quello che siamo oggi. E la cosa più bella è poter condividere tutto questo, sera dopo sera, con chi viene a ballare e ad ascoltarci».
Per chi desidera informazioni o vuole organizzare una serata con l’Orchestra Gianfranco Live, i contatti sono: telefono
338.1816414 e email