Fino all’8 marzo (tutti i giorni alle 20.30, domenica alle 15.30, niente replica il lunedì) al Teatro Mina Mezzadri di Brescia va in scena “La morte e la fanciulla” di Ariel Dorfman con Elena Bucci, Marco Sgrosso e Gaetano Colella. Una produzione Centro Teatrale Bresciano.
“La morte e la fanciulla” di Ariel Dorfman al Teatro Mina Mezzadri
“Straordinario” è termine abusato in ambito culturale ma non ce n’è un altro per definire lo spettacolo “La morte e la fanciulla” che ha debuttato martedì 24 febbraio e sarà in scena al Teatro Mina Mezzadri di Brescia fino all’8 marzo (tutti i giorni alle 20.30, di domenica alle 15.30, non si replica di lunedì). Straordinario per la potenza del testo di Ariel Dorfman (tradotto da Alessandra Serra); per la meraviglia delle interpretazioni di Elena Bucci (anche regista), Marco Sgrosso (anche collaboratore alla regia) e Gaetano Colella; per l’intensità delle atmosfere (luci di Loredana Oddone). Il progetto di Elena Bucci e Marco Sgrosso impreziosisce la rassegna “Nello spazio e nel tempo. Palestra di Teatro contemporaneo”, una produzione del Centro Teatrale Bresciano per la Stagione “L’equilibrio degli opposti”. Bucci, Sgrosso e Colella nella serata di debutto hanno “costretto” il pubblico a un’ora e mezza di fiato sospeso, hanno saputo creare in sala un silenzio potente quanto un’ovazione, quando a teatro è tutto vicino alla perfezione succede. E interpretando il testo di Dorfman hanno proposto una serie incredibile di domande: una Democrazia risorta dopo una dittatura può accettare compromessi con i poteri forti dell’economia e dell’esercito prima aguzzini? Basta l’ammissione di uno stupro orrendo alla vittima che chiede verità per favorire il perdono? La verità non dovrebbe essere la premessa della Giustizia? La vendetta sul carnefice è giustizia? Paulina Salas, la protagonista, riesce a far confessare al suo stupratore tutto l’orrore di cui è stato capace ma il finale ce li mostra nella stessa sala da concerto che si lanciano uno sguardo, enigmatico, un finale che si propone come un’ulteriore questione aperta. Tante domande ma tra le parole è parso di capire anche una certezza, “perdonare, dimenticare mai”. Per Elena Bucci, Marco Sgrosso e Gaetano Colella tante chiamate con applauso martedì sera alla fine dello spettacolo, un successo vero per loro, meritatissimo. Spettacolo da vedere!