Più Luce! 2026 da sold out: la parabola in crescendo di un evento culturale… per tutti!
Il segreto? Più Luce! sa parlare a tutti
Non restare ancorati al passato e non procrastinare sempre al futuro ma trovare la propria dimensione nel presente, perché è qui che abita quel che conta davvero.
Un messaggio dal sapore universale, valido in tutti i tempi e per tutte le vite quello che arriva direttamente dall’edizione 2026 di Più Luce!, l’appuntamento di parole, musica, grandi autori che per il nono anno consecutivo ha impreziosito il calendario del Tener-a-mente Festival (quest’ultimo organizzato da Ripens’arti con la direzione artistica di Viola Costa e la produzione di Rita Costa), andato in scena domenica 12 luglio 2026 sul palco dell’anfiteatro del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera. Un evento ormai divenuto tradizione ideato e con la regia di Paola Veneto autrice, consulente autrice per la Rai, dal 2017 vive in Spagna dove si dedica alla fotografia ed alla progettazione di eventi culturali. È inoltre membro del Comitato scientifico della Fondazione Collodi ed è impegnata in teatro come autrice e regista. Nel 2026 il suo lavoro teatrale Vincent van Gogh – La Discesa Infinita debutta in una nuova versione in lingua inglese al Edinburgh Festival Fringe, con il titolo Vincent van Gogh: Between Worlds. Quest’anno a calcare il palco sono stati gli attori Lucia Limonta e Simone Tudda e la Rusty Brass Band: un concentrato di energia pura alternato a momenti di riflessione.
Benedetti gli Istanti
«Benedetti gli istanti», questo il titolo dell’edizione 2026 che rimanda a «Il libro dell’inquietudine» di Fernando Pessoa il quale confessava di provare «Un’impressione di meraviglia e di coraggio» dedicando attenzione agli istanti. E questa è stata la promessa (mantenuta) di Più Luce!: regalare meraviglia fanciullesca e, nello stesso tempo, il coraggio di guardare oltre le negatività, oltre le paure, oltre i conflitti e cogliere il bello perché si, ne esiste ancora tanto.
Una parabola in crescendo
E se è vero che la forza di un prodotto mediatico, così come di un evento dal vivo, come in questo caso, è direttamente proporzionale a quanto il pubblico riesce ad identificarsi, beh Più Luce! ha vinto. Si perché i temi affrontati riguardano l’esistenza, riguardano tutti. E così facendo ha stravolto completamente la convinzione ormai cristallizzata nell’opinione pubblica, talvolta in modo assurdamente granitico, che la cultura sia per pochi, per un pubblico di nicchia ma anche che la cultura sia in un certo senso poco attraente, che non ci si possa divertire facendo e assaporando cultura. Tutt’altro: in Più Luce! accade da nove anni a questa parte esattamente il contrario. E questo il pubblico lo ha compreso: ricordo nove anni fa quando l’evento era ospitato al Laghetto delle Danze, location suggestiva sempre all’interno del complesso del Vittoriale degli Italiani, con un pubblico da duecento persone. Da lì, anno dopo anno, le convinzioni di cui sopra hanno iniziato a sgretolarsi e il pubblico a crescere sempre più fino al necessario trasferimento all’anfiteatro (con una capienza da 1.500 persone) dove non solo è stato raggiunto il sold out ma affollate sono risultate pure le liste d’attesa. Una parabola in crescendo, esattamente come l’entusiasmo che accompagna questo evento, ormai appuntamento annuale imperdibile capace di traghettare il pubblico, attraverso performance di qualità, in un’esperienza catartica e persino terapeutica. In questo la musica è maestra: la travolgente carica della Rusty Brass Band ha incontrato letteralmente il pubblico, scendendo in platea. Un pubblico che ha risposto alzandosi in piedi e a suon di applausi:
“La stessa parola “Poesia” deriva dal greco “Poiein” che significa “fare/produrre” – ha spiegato Paola Veneto – e partecipare a Più Luce! significa sentirsi parte di un processo creativo celebrando il momento, lo stare nel momento”.
Con il cuore ancora pieno di emozioni e nuove consapevolezze, non resta che attendere l’anno prossimo per la decima edizione!