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Luciano Ventrone, una mostra in sua memoria ad un anno dalla scomparsa

Vittorio Sgarbi invita alla presentazione della monografica.

Luciano Ventrone, una mostra in sua memoria ad un anno dalla scomparsa
Tempo libero Garda, 12 Aprile 2022 ore 12:26

A un anno di distanza dalla scomparsa avvenuta il 13 aprile 2021, sarà il MAG Museo Alto Garda a ricordare Luciano Ventrone - l’artista romano divenuto famoso soprattutto per le sue iper realistiche nature morte - grazie a un’attenta mostra monografica che s’inaugura al Museo di Riva del Garda domani mercoledì 13 aprile alle 17 realizzata in collaborazione con Il Cigno GG Edizioni-Roma e la Fondazione Luciano Ventrone - Miranda Gibilisco.

"Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?"

Nel titolo della mostra, nata da un’idea di Vittorio Sgarbi e Lorenzo Zichichi e curata da Marco di Capua - “Luciano Ventrone. Kennst du das Land, wo die Citronen blühn?”Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?" - c'è il richiamo, nei versi della cosiddetta Canzone dell’Italia di Johann Wolfgang von Goethe, a uno dei soggetti maggiormente rappresentati e amati dal pittore e nel contempo così fortemente identificativo dei territori del Garda. Oltre 30 opere saranno esposte in quest’occasione a ridisegnare il percorso compiuto da Ventrone a partire dagli anni Sessanta, ancora studente alla Facoltà di Architettura che lascerà poi per dedicarsi interamente alla pittura, fino agli ultimi lavori datati 2016 e 2018. Dagli esordi come artista figurativo classico dunque, alle sperimentazioni geometriche, passando per l’informale e l’arte programmata, fino a quando Ventrone trova la sua cifra e matura la sua ricerca estetica anche grazie all’interessamento di Federico Zeri che lo induce ad affrontare il tema delle nature morte. Da allora l’artista romano – il “Caravaggio del ventesimo secolo” secondo Zeri, “un metafisico costretto a misurarsi con la caducità della natura” per usare le parole dello stesso Ventrone – riuscì a stupire con il suo virtuosismo assolutamente straordinario e  la perfezione anatomica dei suoi frutti e dei suoi fiori.

Gli ingredienti della sua pittura

Una pittura fatta di luce immanente e di iperbole nella resa dei particolari che sfuggono all’occhio nudo - grazie anche alla mediazione della fotografia che Ventrone usava nel suo processo creativo - ad accentuarne la dimensione “ultra reale”, al punto da divenire rappresentazioni iper realistiche ed illusionistiche non dei medesimi soggetti, ma di una neoplatonica forma-idea, portandoci costantemente a riflettere sull’eterno dualismo tra realtà e apparenza, tra assenza e presenza e sul senso ultimo della creazione artistica.

“L’artista - suggerisce Sgarbi presidente del MAG - sembra cercare un assoluto, una essenza, una entelechia che, nell’opera, cresce la realtà, non si limita a riprodurla. È di più. Ventrone è il pittore dell’iperbole”.

 

 

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