Jun Lancini, duello in televisione con Sandokan.
Sandokan: il duello con Jun Lancini
Il Visir del Brunei, questo il ruolo interpretato da Jun Lancini nella serie evento Sandokan andata in onda su Rai 1 lo scorso dicembre ed ancora oggi disponibile su Raiplay. 25 anni, la madre Yunsook Ma è di origine coreana, il padre è Livio Lancini commissario tecnico della nazionale italiana di Kendo, un’arte marziale giapponese derivata dalla scherma dei samurai, e fondatore della scuola Kendo Seichudo Asd di San Zeno Naviglio:
«I miei genitori si sono conosciuti facendo Kendo – ha spiegato –. Ho iniziato a praticare questa arte marziale verso i sette anni e da allora non ho più smesso, mi ha portato a vivere numerose esperienze internazionali».
E sul set Jun, che ora vive a Roma dove studia recitazione, ma che ha trascorso gran parte della sua vita a Rezzato, è stato protagonista di un combattimento a spada con Sandokan interpretato da Can Yaman del quale ha detto:
«Mi sono trovato molto bene a lavorare con lui – ha spiegato – È un vero professionista, molto serio e orientato sull’obiettivo».
Complessivamente ha tenuto a descrivere questa esperienza come «sbalorditiva»:
«Si tratta della mia esperienza più importante a livello cinematografico – ha spiegato –. Mi sono trovato su di un set gigante con grandi attori. E poi l’avventura sul red carpet alla Festa del Cinema di Roma, inaspettata ma molto emozionante».
Le fasi di preparazione del personaggio
Nel corso della preparazione seguita per impersonare questo personaggio Jun ha incontrato alcuni momenti più facili alternati ad altri più complessi:
«Da un lato, il più facile, è stata la creazione del personaggio su di me – ha spiegato – . Ho dovuto impersonare una figura molto diligente, sottoposta al sultano. Il Kendo mi ha aiutato molto nell’impostazione fisica, nella postura ed anche la mia mentalità asiatica ha fatto la sua parte, in modo particolare nell’esprimere educazione e rispetto nei confronti di un superiore. La parte più difficile è stata il dover lavorare sull’accento inglese (è stato girato in lingua inglese ndr), in questo senso ho avuto dei dialect coach che mi hanno aiutato».
Ora Jun guarda al futuro:
«Il mio più grande sogno è quello di lavorare in Usa – ha confessato – . Magari usando l’Italia come trampolino di lancio».
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Foto di Erika Kuenka
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