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Paolo VI, la vita del mondo

Ha inaugurato la tanto attesa esposizione dedicata alla vita e alle opere di Papa Montini

Paolo VI, la vita del mondo
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Una grande folla si è riunita ieri sera, sabato 14, per partecipare ad uno degli eventi più attesi: l'inaugurazione della mostra dedicata a Papa Paolo VI.

Paolo VI, la vita del mondo

 

Il sindaco Laura Alghisi, visibilmente emozionata, ha fatto gli onori di casa introducendo i numerosi ospiti, tanti i sindaci della Bassa che hanno voluto partecipare, le sorelle Elisabetta e Chiara Montini, che da poco hanno lasciato  Villa Montini in gestione al Comune per 12 anni, autorità religiose e politiche tra cui Diego Invernici, consigliere regionale, l'onorevole Crisitina Almici, la professoressa emerita Marisa Dalai Emiliani, che ha donato il Fondo Maestra Maria Dalai, un archivio contenete più di 7mila documenti relativi allla storia del paese nella prima metà del secolo scorso, il professor Roberto Consolandi, curatore della mostra. Villa Montini finalmente ha accolto la popolazione che numerosa, anche dai paesi vicini, non è voluta mancare a questo appuntamento straordinario. "Questa mostra a lungo inseguita è un sogno che si realizza - ha dichiarato Alghisi - Non solo per la sua preziosità ma come punto di partenza per una stagione in cui Villa Montini aprirà le sue porte per ospitare eventi culturali di grande importanza per la comunità".

La mostra

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La mostra, articolata in diverse stanze secondo le fasi della vita di papa Montini dall'infanzia al pontificato, restituisce materiali e documenti inediti capaci non solo di approfondire la conoscenza di quella che è stata una figura di grande rilievo teologico ed intellettuale, ma ne svela i risvolti più intimi e delicati. "Una mostra dedicata a San Paolo VI dal titolo “Paolo VI a Verolavecchia. La Vita del Mondo” presso la dimora materna di Giovanni Battista Montini, Villa Alghisi Montini detta il Dosso, presuppone che l’iniziativa passi attraverso l’esistenza, la storia, la meditazione spirituale, e divenga risposta a una domanda. Lo sguardo profetico di Paolo VI è ancora presente ed è rivolto oggi, sebbene siamo sommersi e disorientati da immagini e parole, alla “vita del mondo che si svolge d’intorno. E soprattutto la vita della chiesa e nella chiesa la vita delle forze giovani, la vita del clero soprattutto, la vita dei sofferenti, la vita della chiesa nella percezione, anche questa che cosa grande, del dolore umano in ogni condizione, ad ogni età, in ogni paese, dove essa sia ammessa ad esercitare la missione umanitaria”. Un dialogo, più che esortazione, che sembrava non aver attecchito negli anni successivi al Concilio Vaticano II, con lo spirito rivolto allo sviluppo integrale e solidale dell’umanità ma contrastato da uno squilibrio crescente, da uno sfrenato “modernismo” e tecnicismo scientifico come se la soluzione al male di vivere fosse stata anticipata con l’intelligenza artificiale senza considerare l’identità, lo sviluppo dei popoli, la vita di ogni individuo", così il professor Consolandi.

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