140 volontari, migliaia di avventori, tanta musica e cibo gourmet: con questo bilancio «Villachiara in Fermento» suggella il suo successo. Un successo che viaggia su doppio binario con la solidarietà.
L’impegno continua
Continua l’impegno di «Villachiara in Fermento» a sostegno del Mozambico. Non un semplice festival quello della scorsa settimana, ma il connubio perfetto tra divertimento, buon cibo e altruismo.
Io sto con gli ippopotami
Il progetto «Io sto con gli ippopotami» nasce in quel di Villachiara tra un gruppo di amici nel 2019 «Nicola era andato a fare volontariato in Mozambico tramite l’associazione Zuzuma di Botticino» racconta Alessandro Manara del direttivo. Un amore a prima vista così intenso che lo travolge e che contagia.
«Attraverso le sue parole ci siamo innamorati e abbiamo deciso di creare una nostra associazione e la nostra festa per dare il nostro contributo».
Ecco qui Villachiara in Fermento, promotore di idee dove i sogni prendono forma con «Io sto con gli ippopotami» un progetto dal nome che ha il fascino dei film di Bud Spencer e che rende appieno quel senso di genuinità che strappa sorrisi e porta alla mente la magia delle foreste e dei deserti africani.
Tanti sono i successi che caratterizzano la “vita” di Villachiara in fermento che vede a capo Nicola De Domenico, l’anima del progetto. Il gruppo muove i primi passi a fianco dell’associazione benefica Zuzuma, per ultimare l’asilo in Mocodoene in Mozambico. Poi mosso da quel “fermento” che cresce dentro a chi vuole mettersi in gioco è partito il progetto «Io sto con gli ippopotami» con l’acquisto di un campo e di una macchina per consentire alla popolazione di fare gli spostamenti e raggiungere l’ospedale. E’ proseguito poi con la ricerca sul territorio per valutare la possibilità di fare un pozzo per portare l’acqua, perchè l’unica fonte di acqua disponibile e facilmente fruibile era stata distrutta da un evento naturale.
Fatti gli scavi a 200 m, lo scorso anno il gruppo porta l’acqua in superficie con una cisterna da 10.000 lt.
«Quest’anno con i ricavati dello scorso anno con la torre dell’acqua siamo riusciti ad implementare il bacino di utenza. Se prima servivamo mille persone ora arriviamo a 4000» racconta De Domenico. Questo fermento di idee non si ferma e con i proventi di questa quinta edizione si guarda avanti «Provvederemo a riabilitare un orfanotrofio a Quelimane, smantellato da una tromba d’aria tre anni fà che accoglieva 80 tra bambini e ragazzini» aggiunge.
L’idea che sta alla base è rendere la popolazione di Mocodoene in Mozambico autosufficiente attraverso la creazione di attività lavorative fisse, non prima di aver fronteggiato situazioni di forte indigenza e mantenere in vita i servizi già esistenti.