spettacoli

Alessandro Cattelan live al Teatro Clerici con “Benvenuto nell’AI!”

Un gradito ritorno dopo il grande successo da sold out della scorsa stagione

Alessandro Cattelan live al Teatro Clerici con “Benvenuto nell’AI!”

Alessandro Cattelan live al Teatro Clerici di Brescia con “Benvenuto nell’AI!”.

Al Teatro Clerici torna Alessandro Cattelan

Appuntamento sabato 5 dicembre 2026 alle 21.15, un gradito ritorno dopo il grande successo da sold out della scorsa stagione. Sul palco un one-man show che vede al centro lo stesso Cattelan il quale fa tappa a Brescia dopo aver collezionato oltre venti date sold out e un triplice tutto esaurito agli Arcimboldi di Milano.

Uno show che si snocciola in oltre 90 minuti di risate: al centro il rapporto di diffidenza verso l’intelligenza artificiale, si interroga poi sulle relazioni umane e familiari, sulle mode del momento e sulle contraddizioni della modernità, con ritmo serrato, canzoni surreali scritte per l’occasione e infarcite di domande continue alla platea.

“Mi piace la dimensione del teatro, mi piace avere un confronto immediato con il pubblico – ha dichiarato – .  Nello spettacolo racconto episodi della mia vita, sono imperfetto come tutti e cerco di riderci sopra con la complicità della gente in sala, all’inizio le risate sono timide, ma ben presto il pubblico capisce che siamo tra di noi e si lascia andare; è lì che anche io affondo nella narrazione, mi lancio in canzoni improbabili, racconto le mie debolezze e interagisco con una intelligenza artificiale che guardo con diffidenza… o meglio, che ho sempre guardato con diffidenza, ma dopotutto, chi non lo ha fatto: chi non ha mai insultato la voce al casello che voleva aiutarci a pagare il pedaggio? Dai, confessate… siamo tra di noi.”

Gli ingredienti

Sul palco un mix di ingredienti: episodi reali, riflessioni iperboliche e l’intrusione di un’AI che prende proprio Alessandro come modello per diventare più umana, si delinea un futuro solo in apparenza catastrofico: perché ciò che manca a un essere potenzialmente perfetto come l’uomo artificiale sono forse proprio le nostre debolezze, la nostra imperfezione più preziosa.