Quando a Borgosotto arrivò la Coppa del Mondo

Quando a Borgosotto arrivò la Coppa del Mondo
19 Luglio 2016 ore 00:17

Mentre entra nella sua seconda fase il Torneo Notturno di Borgosotto è impossibile non ripensare a quanto il calcio sia un elemento importantissimo della condivisione che caratterizza il Gruppo Sportivo Locale e di quante storie interessanti si potrebbero raccontare intorno allo sport più nazional popolare che ci sia. Una di queste risale al lontano luglio 2008 quando stava per essere organizzato il secondo «Spiedo più lungo del mondo» altra manifestazione storica e significativa della frazione denominata dai monteclarensi «la Piccola Parigi». Il comitato organizzatore era in cerca di qualcosa che attirasse l’attenzione sull’evento dopo un primo anno di grande successo e fu Enrico Ferrario, già allora instancabile animatore, ad avere l’idea di contattare la Federazione Italiana Gioco Calcio per far arrivare a Montichiari la Coppa del Mondo targata 9 luglio 2006, vinta dalla Nazionale Italiana contro i Francesi in un’emozionante finale giocata ai calci di rigore su territorio tedesco. L’idea sembrò subito a tutti irrealizzabile e a dir poco utopistica ma Ferrario non si lasciò abbattere e si mise subito in azione per riuscire nel suo intento. «Trovato il numero di telefono della FGC di Roma» racconta Ferrario «chiamai chiedendo se fosse possibile parlare con il presidente Abete e incredibilmente me lo passarono e ancora mi sto chiedendo come sia stato possibile!

Raccontai che eravamo un piccolo Borgo ma che aspiravamo a diventare grandi e ci sarebbe piaciuto poter toccare con mano il sogno che gli Italiani avevano vissuto con la Nazionale. Mi rispose di mandare richiesta scritta e di creare un evento ufficiale intorno all’arrivo della Coppa. Da lì fu un crescendo…» L’impossibile divenne realtà: la Coppa arrivò il 19 luglio 2008, nell’ambito del Secondo Spiedo più lungo del Mondo, scortata da Carabinieri, Vigili, un funzionario incaricato dei suoi spostamenti e un delegato francese invitato per creare fratellanza fra le due nazioni finaliste a quell’epico mondiale del 2006. «Fu una grande emozione» aggiunge l’oggi presidente della Pro loco Montichiari «Si parlava di sei chili di oro che vennero protetti all’interno del caveaux della Bcc del Garda e che furono posizionati per una giornata su di una colonnina in una stanza del nuovo Centro parrocchiale e poterono essere contemplati dai cittadini totalmente gratuitamente. Il tutto ovviamente guardato a vista da un funzionario incaricato. Quell’anno allo Spiedo si toccarono le 3600 presenze. Un successo enorme.» Imprese epiche insomma che hanno creato un filo emotivo tra Montichiari e la Storia nazionale grazie a uomini che hanno creduto profondamente nei propri sogni e che, seppur su diversi campi da gioco, hanno lottato per realizzarli.

Marzia Borzi 


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