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Padrone dello sprint

La gioia del campione del mondo Jacobs: “È fantastico sentire di nuovo l’inno italiano e cantarlo sul podio"

Il velocista di Desenzano, dopo i due ori olimpici, ha vinto il titolo dei 60 piani al fotofinish con il nuovo record europeo.

La gioia del campione del mondo Jacobs: “È fantastico sentire di nuovo l’inno italiano e cantarlo sul podio"
Sport Garda, 20 Marzo 2022 ore 08:35

Il desenzanese Marcell Jacobs fa sognare ancora con un mostruoso 6"44 sui 60 metri ai campionati Mondiali indoor.

Nuovo Record europeo nella specialità

A Belgrado ha raggiunto un altro importante traguardo diventando campione del Mondo Indoor nei 60 metri piani e conquistando il nuovo record europeo nella specialità. Un grande risultato che arriva sette mesi dopo gli straordinari successi di Tokyo.

 

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Jacobs si è trovato a sfidare in finale Nazarov (Est), Cissè (Civ), Coleman (Usa), Bracy (Usa), Thomas (Gbr), Ajomale (Can), Elcock (Tto), ed ha vinto l’oro al fotofinish dopo aver compiuto una straordinaria rimonta su Coleman.

Fantastica doppietta

È il primo campione olimpico in carica a brindare per il titolo mondiale indoor dei 60. La doppietta oro olimpico+oro iridato della distanza più corta era riuscita due volte nella storia, a Maurice Greene nel 1999 e Justin Gatlin nel 2003, entrambi però nell’anno che precedeva i Giochi (mentre Usain Bolt non ha mai gareggiato nelle indoor). Nella bacheca di Jacobs brillano contemporaneamente gli ori olimpici dei 100 e della 4x100, l’oro mondiale indoor dei 60 e l’oro europeo indoor nella stessa specialità, oltre ai record europei dei 60 e dei 100. Una leggenda senza fine, uno dei più grandi sportivi italiani di sempre. E se l’anno passato si è spinto fino a 9.80 all’aperto, partendo da 6.47 nei 60, tenetevi pronti per la prossima estate perché ci sarà da divertirsi… 

"Fantastico sentire l'inno"

Suona l’inno di Mameli, a Belgrado come a Tokyo, in Serbia come a Torun. È il 2022 ma sembra il 2021 perché nella velocità comanda sempre Marcell Jacobs, il re del mondo nello sprint, attualmente tra i volti più rappresentativi dell’atletica globale. C’è l’azzurro al centro, felice, raggiante sul gradino più alto alla Stark Arena, nella cerimonia di premiazione dei 60 metri ai Mondiali indoor officiata dal vicepresidente della World Athletics, il saudita Nawaf Al Saud. “Sul podio ho tirato un sospiro di sollievo - le sue parole - come a dire: ce l’hai fatta di nuovo, sei stato bravo, hai retto la pressione, le aspettative degli altri e le mie, quindi siamo riusciti a coronare di nuovo questo grande sogno, ora ce ne sono altri due in programma”. Ricordiamoli: Mondiali di Eugene a luglio, Europei di Monaco di Baviera ad agosto. Per vincere tutto quello che si può.

“È fantastico sentire di nuovo l’inno italiano e cantarlo sul podio. È qualcosa di magnifico e spero di farvelo ascoltare tantissime altre volte”, prosegue l’azzurro delle Fiamme Oro che in dodici mesi, al fianco di coach Paolo Camossi, si è laureato campione olimpico (100 e 4x100), mondiale (60) ed europeo (60), diventando anche primatista continentale dei 100 (9.80) e dei 60 (6.41). Un altro dato statistico è da sottolineare: soltanto due sprinter prima di lui hanno detenuto in contemporanea i due record europei, il polacco Marian Woronin per un anno e mezzo tra il 1987 e il 1988 e il britannico Linford Christie dal ’90 al ’99. Ventitré anni dopo, l’unico padrone è Jacobs.

“Nella batteria al mattino l’importante era passare - le parole di Jacobs nel rileggere le dieci ore che l’hanno condotto fino all’apoteosi di Belgrado - in semifinale ho fatto tutta un’altra gara, ho avuto il giusto feeling e questo mi ha anche dato più consapevolezza nei miei mezzi. Sapevo di star bene ed essere in forma, quindi nella finale mi ci sono letteralmente buttato, non ho pensato a niente, solo a correre più veloce che potevo e cercare di mettere quei tre millesimi di secondo e le spalle avanti rispetto agli altri due. Ce l’ho fatta e sono veramente contento”.

 

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