Dal Brasile all’Italia con nel cuore una grande, grandissima passione: il Brazilian Jiu Jitsu.
Il Bjj per imparare a difendersi
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Maestro sul tatami e nella vita
Alan Grando Penteado, 32 anni, da tre in Italia, si è trasferito per inseguire il suo sogno: insegnare l’arte marziale che pratica sin da ragazzo e che lo ha portato a gareggiare ad altissimi livelli. Tutto è iniziato quando era un adolescente:
“Mi sono iscritto ad un corso di Brazilian Jiu Jitsu a 16 anni perché volevo imparare a difendermi”,
ha spiegato. Questa arte marziale deriva dal kodokan judo, specializzata nella lotta a terra, che grazie all’intervento del maestro Carlos Gracie ha subito diversi cambiamenti sino a diventare una disciplina a sé. Il Brazilian Jiu Jitsu o Bjj, si basa sempre sull’esigenza di difendersi anche da persone fisicamente più imponenti portando la lotta a terra e lavorando con tecniche come leve, chiavi articolari e strangolamenti.
“Da subito sono rimasto affascinato da quest’arte marziale tanto che dopo quattro mesi avevo già iniziato a competere – ha raccontato Alan – del resto in Brasile il Bjj è uno sport che piace a tutti, direi al secondo posto dopo il calcio, anche lì siamo forti, ci sono moltissime palestre sempre aperte dove ci si incontra per allenarsi, ma che diventano anche luoghi di aggregazione”.
Infatti il concetto di palestra, come anche di altre attività, è diverso rispetto all’Italia: qui si arriva di corsa dal lavoro ci si cambia, ci si allena e poi via verso casa o verso un altro impegno, mentre in Brasile si arriva si fanno due chiacchiere, ci si allena e poi si beve una birra insieme o si prende un gelato, un modo per stare insieme e ritrovarsi.
“Quando ho iniziato uno dei miei maestri era un atleta di Mma (Mixed martial arts), l’altro aveva appena lasciato la carriera di calciatore e voleva fare Bjj e Mma, quindi tutti insieme abbiamo iniziato ad allenarci e combattere in questa disciplina – ha continuato Alan – La passione per le arti marziali è cresciuta tanto che ho iniziato a fare competizioni anche di muay thai, boxe e kick boxing”.
La carriera
Poi arriva il 2016 e Alan subisce un infortunio, si è schiacciato il nervo fibulare, che lo tiene lontano dal ring. Ma un lottatore lo si vede soprattutto nei momenti di crisi.
“Dopo l’infortunio il mio maestro mi ha incitato perché iniziassi a insegnare – ha continuato – Cosa che ho fatto: studiando non solo il Bjj, ma anche la preparazione atletica e l’alimentazione che un atleta deve seguire soprattutto quando vuole intraprendere la carriera da agonista, ma che serve sempre qualsiasi sia il livello dell’allievo”.
Intuizione giusta perché Alan insieme ai suoi maestri Rafael Prasel e Riccardo Prasel hanno fondato la scuola Alemao Brothers che ora conta due sedi in Brasile, una negli Stati Uniti, una in Germania e una in Italia.
“Volevo venire in Italia per poi andare negli Stati Uniti dal mio maestro – ha raccontato – Una volta qui, prima a Cremona poi a Quinzano d’Oglio, io e la mia famiglia ci siamo trovati molto bene e abbiamo deciso di restare”.
Dal Brasile all’Italia
La prima cosa che ha fatto è stata montarsi un tatami nel garage per poter continuare ad allenarsi attirando l’attenzione di alcuni atleti locali tra cui Andrea Lora e Walter Alì , con i quali ha dato vita alla Abt Iron Jiu Jitsu a Quinzano d’Oglio, scuola affiliata alla Iron Jiu Jitsu di Adro, che organizza corsi per adulti e per bambini.
“Il Bjj in Italia non è ancora molto conosciuto, per questo trovo che sia stimolante dare vita a realtà locali per diffondere quest’arte marziale, adatta a tutti, che può servire come autodifesa, ma anche per tenersi in forma, e soprattutto è davvero molto divertente e appassionante da praticare”
E sebbene Alan sia infortunato non si è lasciato scappare l’occasione di partecipare alla King of the mat, a Manerba del Garda la scorsa domenica, conquistando un terzo posto nelle sua categoria. Alan è un ottimo insegnate di Bjj, ma forse la cosa più preziosa che sta trasmettendo ai suoi allievi è la passione e la capacità di non arrendersi nonostante le difficoltà.