Ceci: «Montichiari mi ha accolto benissimo»

Ceci: «Montichiari mi ha accolto benissimo»
15 Luglio 2016 ore 17:20

Luca Ceci gonfia il petto. E’ diventato campione italiano di «velocità» lo scorso fine settimana, al Velodromo Comunale di Dalmine, in provincia di Bergamo. Una gara nella specialità principale per il ciclismo su pista che ha ridato il tricolore al campione marchigiano (originario di Ascoli) dopo 3 anni di digiuno. «L’ultima gioia è datata 2013 – ricorda – quando però vinsi il titolo a squadre. L’ultimo individuale è del 2012, e mi fu tolto per una storia legata al doping». Luca era passato a trovare la redazione di In Montichiari Week poco dopo essersi trasferito in paese, sede del «miglior velodromo d’Italia, qui potrò dare il meglio di me per tornare a vincere», disse. E così è stato.

Dopo la vittoria, è volato in Germania per allenarsi con una squadra top a livello mondiale, la Erdgas in vista degli Internazionali Classe 1 a Fiorenzuola in programma il 18 e il 19 luglio. «Sto molto bene adesso – sorride Ceci – molto meglio di 10 giorni fa. Non ero certo di vincere, ma lo volevo e sapevo di essere in grado di farlo. E’ stata una soddisfazione immensa, anche perché questi nazionali sono stati di grande livello: atleti fortissimi e tempi davvero importanti. Basti pensare che il secondo classificato pochi giorni dopo ha vinto gli Internazionali di «Classe 1» a Dublino. Tra l’altro non mi ero preparato per questa gara. Mi sono allenato con l’intenzione di migliorare la mia forma fisica, perché se mi fossi preparato per la singola gara mi sarei dovuto concentrare un mese dedicando ad un allenamento specifico. E non me lo potevo permettere». Luca ha battuto i due cugini, Davide e Luca (rispettivamente secondo e terzo). Una soddisfazione doppia. «Una rivincita. E’ stata proprio la mia famiglia che in alcune situazioni mi ha messo i bastoni tra le ruote. Ci voleva questa vittoria, che poteva essere un bis, se il giorno prima nella specialità «Keirin» (quella che inizia con la moto che trascina i velocisti, prima dello sprint finale, ndr) non avessi perso l’oro per 10 centimetri… Una dimostrazione di come davvero questi campionati siano stati i più competitivi degli ultimi 20 anni». Adesso la testa va quindi agli Internazionali «CL1» di Fiorenzuola.

Se Luca dovesse arrivare tra i primi 8 avrebbe l’accesso alla Coppa del mondo. «Sarà bellissimo, perché parteciperò con la maglia tricolore. E sento che posso puntare addirittura al podio, forte del risultato di Davide, a Dublino: so che posso correre per quei tempi e avrò grande carica addosso. L’obiettivo principale sono le Olimpiadi di Tokyo nel 2020, ma ancora prima quello di entrare tra i primi 20 velocisti a livello internazionale. Questa vittoria e soprattutto le prossime a voglio dedicare a mio padre e allenatore Vincenzo, che si sta sacrificando tanto per me e mi segue sempre. Inoltre un ringraziamento anche a Pietro Bregoli, che mi dà l’opportunità di allenarmi al velodromo, venendomi incontro per gli orari, dandomi un box in pista. Infine, un grazie enorme al mio sponsor «Geta», di Ivan Brandimarte. Ha sempre creduto in me. Piccole cose. Che contano».

Matteo Oxilia


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